Conservazione ‘Nave punica’, nuove attività di studio e di ricerca a Marsala

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Avviata una nuova missione di studio e ricerca per la conservazione e la valorizzazione della Nave Punica custodita al museo archeologico di Baglio Anselmi, a Marsala. Il relitto, grazie al sostegno della Honor Frost Foundation di Londra, ha visto impegnati gli archeologi navali Pat Tanner (University of Southampton), specialista nel rilievo 3D e nella ricostruzione virtuale delle navi antiche, e Toby Jones del Newport Museum, già curatore del progetto sulla nave mercantile del XV secolo rinvenuta nel fiume Usk di Newport nel Galles. Pat Tanner ha quindi realizzato un nuovo rilievo in laser scanner della nave e della struttura che la sostiene per verificare eventuali cambiamenti o movimenti rispetto alla situazione monitorata nel 2019. Toby Jones si è, invece, dedicato alla misurazione del livello di umidità dei legni punici, e ha installato nella sala ‘Honor Frost’ una serie di rilevatori per un costante monitoraggio di temperatura e umidità, ai fini della progettazione di un sistema di condizionamento il più possibile adeguato alla migliore conservazione della nave punica, bene archeologico di straordinaria importanza, rinvenuto dalla missione britannica diretta da Honor Frost, unico tra i relitti del Mediterraneo per le sue caratteristiche tecniche e la presenza di segni di carpenteria navale in alfabeto fenicio punico. La progettazione di alcuni necessari interventi conservativi sulla Nave Punica è stata avviata già a partire dal 2018, con alcune analisi diagnostiche eseguite da centri di Marsiglia e di Grenoble. A seguire, nel 2019, Pat Tanner aveva eseguito il rilievo 3D del relitto, finalizzato alla conservazione digitale e alla valorizzazione; nel 2021 è stato organizzato il Convegno Internazionale dal titolo ‘La Nave punica di Lilibeo-Marsala, a cinquant’anni dalla scoperta’ cui ha fatto seguito l’intitolazione della Sala delle Navi ad Honor Elisabeth Frost; fu in quell’occasione che Tanner dimostrò che la struttura di sostegno del relitto aveva subito una distorsione dall’asse originario. Così nel 2022 il primo intervento conservativo di ‘emergenza’, realizzato con il sostegno della Fondazione britannica, dai due archeologi navali, Tanner e Jones, finalizzato a proteggere lo scafo della Nave punica dal contatto diretto con la struttura metallica che la sostiene.