Confisca definitivamente annullata. I beni tornano alla famiglia Palmeri di Castellammare del Golfo

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Dopo i procedimenti di sette anni fa, la Corte di Appello di Palermo, presieduta da Giacomo Montalbano, ha revocato la confisca emessa, nell’ambito di un procedimento di prevenzione patrimoniale, ai danni del noto imprenditore castellammarese, Antonino Palmeri, 73 anni, e dei suoi figli, ritenuti dal tribunale fittiziamente intestatari di beni in realtà nella disponibilità del padre. Tra i beni che ritornano al 73eenne e ai figli l’hotel Grotticelli, nei pressi di Scopello, due società e altri beni immobili e rapporti finanziari, alcuni di essi di provenienza ereditaria, altri acquisiti successivamente.

La confisca a Palmeri era stata proposta dal Procuratore della Repubblica di Palermo in quanto ritenuto appartenente all’articolazione castellammarese dell’associazione mafiosa, per la quale aveva riportato sentenza di patteggiamento ed era stato sottoposto nel 1998 alla sorveglianza speciale. L’imprenditore era stato pure arrestato, nell’ambito del procedimento per la strage di Pizzolungo del 1985, ma successivamente assolto dalla Corte di appello di Caltanissetta.

Il decreto di confisca del tribunale trapanese, confermato dalla corte di appello di Palermo, su ricorso degli avvocati Saro Lauria e Laura Ancona veniva annullato una prima volta in Cassazione nel 2019 per difetto di motivazione e, dopo l’ulteriore conferma della confisca da parte della corte di appello palermitana, venne nuovamente annullata con rinvio per un nuovo giudizio.

Questa volta, però, la Corte di appello ha revocato ogni capo della confisca ordinando la restituzione dei beni ad Antonino Palmeri e ai suoi figli. “La vicenda processuale della famiglia PALMERI ha dell’incredibile – dicono gli avvocati Lauria e Ancona; il provvedimento di confisca del Tribunale di Trapani si fondava infatti su un presupposto mai dimostrato, ovvero che PALMERI avesse posto in essere attività imprenditoriali con metodo mafioso.

Per ben due vote la Cassazione ha annullato la confisca evidenziando la mancanza di base legale. Purtroppo sono passati quasi dieci anni dal sequestro – affermano i legali di Palmeri – e una società nel frattempo è anche fallita. Adesso apriamo una nuova fase per le azioni risarcitorie, ma è necessario un intervento del legislatore. Il procedimento di confisca senza condanna, prevista in Europa soltanto dalla legislazione italiana, è a base presuntiva. Non ci vogliono prove, – concludono Lauria e Ancona – bastano le presunzioni”.