Conferimento umido, per Alcamo e Castellammare tanti dubbi; Balestrate e c. nel catanese

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Sempre più nei guai i Comuni del palermitano e del trapanese per il conferimento della frazione umida dei rifiuti. Pare infatti che la piattaforma della Sicilfert di Marsala sia ad un passo dalla saturazione. Già ai paesi del palermitano da ieri è stato vietato di conferire, quelli invece della provincia di Trapani continueranno a conferire ma a questo punto nell’incertezza della continuità del servizio: “Seppur lentamente scarichiamo – afferma il sindaco di Alcamo Domenico Surdi -. Al momento non ci hanno comunicato alcun tipo di limitazione o di chiusura nell’immediato. Vedremo di giorno in giorno”.

ù“La nostra ditta che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti – aggiunge il collega della vicina Castellammare del Golfo, Nicola Rizzo – ci comunica che al momento continuiamo a scaricare alla piattaforma di Marsala”. Nei giorni scorsi i problemi legati proprio a questa piattaforma, alla lentezza nel conferimento dei compattatori provenienti dai vari territori della provincia, aveva creato seri grattacapi ad esempio ad Alcamo dove è saltato qualche turno di raccolta di altre frazioni a causa dell’impossibilità a scaricare l’umido che il giorno prima era stato raccolto dai vari compattatori che quindi erano pieni.

Dal momento che ancora oggi la Sicilfert ha difficoltà a ricevere tutto l’umido dai vari Comuni con cui è convenzionata non è escluso che si possa ripetere l’intoppo che possa magari saltare qualche altro turno. Anche se la limitazione del numero dei Comuni che possono conferire dovrebbe alleviare questo intasamento e quindi si dovrebbe tornare a regime.

Non fanno sicuramente salti di gioia i municipi del palermitano che dovranno sobbarcarsi costi enormi per poter conferire altrove: “Da quel che ci è dato sapere – sostiene il sindaco di Balestrate Vito Rizzo – la piattaforma di Marsala con cui eravamo convenzionati è quasi satura e per questo siamo stati costretti a trovare un’alternativa. La piattaforma più vicina a noi per l’umido si trova a Catania e questo inevitabilmente inciderà con maggiori costi a carico del municipio e quindi dei cittadini”.

Una doppia beffa per la provincia palermitana che già a ridosso di Natale ha dovuto affrontare il problema Bellolampo , con la chiusura della discarica per l’indifferenziato e trasferimento dei rifiuti a Catania, con un costo lievitato da 110 a 178 euro più iva a tonnellata:

“L’Europa e la Regione Siciliana ci spingono a differenziare il più possibile, – aggiunge il primo cittadino balestratese – addirittura è prevista la decadenza dei sindaci di quei Comuni che non raggiungono almeno il 35% di raccolta differenziata. Ma a cosa serve tutto ciò se poi non vi sono impianti idonei per lo smaltimento delle frazioni differenziate?”.