C/mmare del Golfo: vigili urbani nel mirino, arriva la videosorveglianza

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La videosorveglianza per tutelare il comando dei vigili urbani di Castellammare del Golfo. La decisione arriva dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Nicola Coppola a seguito dei vari episodi di microcriminalità che hanno coinvolto proprio la sede dei caschi bianchi castellammarese avvenuti in serie nell’estate appena trascorsa. “Per potere prevenire l’insorgere ed il manifestarsi di altri episodi simili – sottolinea nella relazione il responsabile del Settore della polizia municipale, Giorgio Collura – occorre dotare il comando di Polizia Municipale di un sistema di videosorveglianza esterna ed interna”. Quindi arriveranno telecamere non solo all’esterno del comando ma anche all’interno nell’ambito ovviamente di una precisa disposizione da parte dell’amministrazione comunale castellammarese per non intaccare la privacy dei caschi bianchi. Ancora oggi la polizia municipale porta gli sfregi di quelle incursioni criminali estive: infatti è ancora danneggiato il cancello d’ingresso che fu messo fuori uso da una evidente manomissione. In quest’ottica l’amministrazione comunale ha voluto imprimere un’accelerazione: è stata effettuata un’indagine di mercato per la riparazione del cancello e per l’installazione degli occhi elettronici. Gli uffici comunali hanno chiuso il cerchio in brevissimo tempo dando un affidamento diretto ad una ditta che quindi sarà chiamata ad effettuare entrambi gli interventi. Complessivamente ad essere stanziati all’incirca 9 mila euro. I vigili urbani castellammaresi sono un obiettivo sensibile in un territorio di per sé abbastanza difficile e che si sviluppa in un contesto dove esistono ampie sacche di micro e macrocriminalità. Proprio recentemente i caschi bianchi sono stati impegnati al fianco della polizia nella cittadina marinara per la bonifica di discariche abusive, e quindi controllo del territorio contro i reati ambientali, e per sanzionare gli abusi al codice della strada con decine di contravvenzioni. Da non dimenticare che nel settembre scorso fu anche incendiata l’auto di proprietà di una vigilessa cinquantenne posteggiata sotto la sua abitazione, in corso Garibaldi, nei pressi dell’incrocio con via Lazio. I pompieri hanno spento le fiamme ed evitato che potessero distruggere completamente il mezzo, rimasto alla fine solo parzialmente danneggiato. Sul posto anche i carabinieri della locale stazione, coadiuvati dalla Compagnia di Alcamo: non è stata rinvenuta alcuna traccia ma il forte tanfo di liquido infiammabile che si avvertiva in zona ha fatto presumere che si fosse trattato di un raid doloso. Al momento gli inquirenti non escludono alcuna pista anche se quella della possibile ritorsione per l’attività di pubblico ufficiale espletata dalla proprietaria del mezzo è maggiormente battuta.