C/mmare del Golfo: Regione, stop a cementificazione selvaggia

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CASTELLAMMARE DEL GOLFO – Sì alla valutazione di impatto ambientale ma con 11 prescrizioni. L’assessorato regionale Territorio e Ambiente dà il suo benestare al rilascio dell’importante parere sul piano regolatore generale del paese varato nel 2004 ma ponendo tutta una serie di limitazioni. In questo modo la Regione punta ad evitare una colata di cemento indiscriminata su Castellammare con il rischio di intaccare pericolosamente l’ecosistema. Anzitutto è stato imposto il vincolo delle distanze: entro i 200 metri dei perimetri delle Sic e delle Zps, i siti di interesse comunitario e la zona di protezione speciale, dovranno essere attuate delle azione di mitigazione, quindi tutte quelle opere pubbliche necessarie per garantire la protezione di queste aree sensibili. Le aree sensibili sono il complesso Monte Bosco e Scorace, il complesso dei monti di Castellammare del Golfo, Capo San Vito, Monte Monaco, Zingaro, faraglioni di Scopello, Monte Sparacio e Monte Cofano. “In questi siti – scrive il responsabile del Servizio Via-Vas della Regione, Giorgio D’Angelo – sono da escludersi interventi di antropizzazione invasiva e interventi di antropizzazione del suolo. Sono consentiti esclusivamente interventi rivolti alla conservazione delle risorse naturali”. Nelle aree industriali e artigianali, individuate dal Prg per insediamenti produttivi, l’assessorato regionale dà l’ok alla realizzazione di immobili a basso impatto ambientale e comunque ecocompatibili. Viene dato anche il benestare per realizzare nuovi impianti di erogazione carburante ma al Comune viene data indicazione di trovare una nuova regolamentazione che permetta la costruzione di strutture non inquinanti. Soprattutto alla Riserva naturale orientata dello Zingaro dovrà essere prevista l’installazione di una pavimentazione permeabile e la piantumazione di specie vegetali autoctone. A tal proposito la Via impone per l’appunto la possibilità di piantumare specie compatibili con l’area circostante, quindi c’è il divieto assoluto di impiantare magari nuove colture arboree magari anche più belle dal punto di vista estetico. Viene regolamentata anche l’attività edilizia ma anche in questo caso con delle ben precise riserve: nuove edificazioni, ristrutturazioni, ricostruzioni e demolizioni dovrà avvenire nel rispetto delle tipologie di edifici locali utilizzando materiali e tecniche costruttive tradizionali. Niente cemento nella zona E, che è destinata a verde agricolo e ad usi ambientali e turistici. Un appunto anche per quanto concerne le opere idrauliche: dovranno essere realizzate senza alterare l’assetto geomorfologico e idrogeologico. Passaggio non meno importante è che la Regione stabilisce che tutti i progetti e le opere che ricadono all’interno dei siti Sic e Zps dovranno essere sottoposti alla valutazione di impatto ambientale. Per quelli al di fuori, ma comunque nei pressi, ci saranno degli accertamenti.

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