C/mmare del Golfo: nuovo depuratore, altro passo avanti

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A Castellammare del Golfo a grandi passi verso la realizzazione del nuovo impianto di depurazione delle acque reflue di Castellammare del Golfo che sorgerà in una caverna alla radice del molo foraneo, con relativi emissari e condotta sottomarina. In questi giorni il Comune sta infatti completando le procedure propedeutiche all’avvio dei lavori per un ammontare di 18 milioni di euro stanziati attraverso il Cipe. Sono stati affidati dal Comune i servizi di Ingegneria ed Architettura al Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale e Aerospaziale di Palermo, che ha offerto un ribasso del 4,76 per cento su un importo di circa 40 mila euro. Un lavoro che servirà essenzialmente a mettere a punto la posa in opera della condotta sottomarina a regola d’arte. Una volta completata questa procedura potranno essere appaltati i lavori per la realizzazione della grande opera pubblica che porrebbe fine ad uno dei più grandi paradossi siciliani sul piano turistico. Infatti attualmente Castellammare non è dotato di alcun impianto di depurazione e i liquami vengono versati in mare tramite una inefficiente condotta sottomarina. Il vecchio depuratore, costruito negli anni ’70 in contrada Cerri, fu immediatamente disattivato non appena entrato in funzione. Proprio per questo problema infrastrutturale la cittadina del Golfo è stata più volte bocciata sul piano ambientale, nonostante sia una delle più belle aree costiere della Sicilia per la presenza di Scopello e della riserva dello Zingaro. Più volte Goletta verde, la storica imbarcazione di Legambiente che verifica le condizioni di salubrità del mare, ha tirato le orecchie alle istituzioni castellammaresi perché dai rilevamenti è emerso che nell’area attorno a dove si scaricano i reflui si registra una delle peggiori situazioni: addirittura i coliformi fecali hanno superato di sette volte gli standard. Per la cittadina castellammarese questo sarebbe un traguardo storico, poiché consentirebbe di risolvere il problema fognario e porre fine all’emergenza ambientale, causa della procedura di infrazione comunitaria cui rientra proprio la cittadina per il suo depuratore mai entrato in funzione.