Chiudono le chiese anche per pregare. Si ferma pure l’aeroporto di Birgi

Le chiese hanno da sempre rappresentato, oltre al luogo più adatto per innalzare le preghiere a Dio, un territorio inviolabile che ha dato rifugio e salvato, anche nel periodo della persecuzione nazista agli ebrei, tantissime vite umane. Su di esse mai ha prevalso l’autorità dello Stato e quasi mai sono state chiuse se non in casi eccezionali per la sicurezza, come recentemente verificatosi nello Sri Lanka a causa di alcuni attentati.

Il CoronaVirus dei nostri giorni è adesso riuscito a far chiudere tutti i luoghi di culto. Lo ha deciso l’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della conferenza episcopale italiana le cui disposizioni sono state recepite dalla diocesi di Trapani. In provincia, fino a nuova indicazione, è stata tolta ai fedeli la possibilità di accedere, anche soltanto per pregare, a tutte le chiese, ai luoghi di culto e ai locali pastorali di tutte le parrocchie. Potranno rimanere aperte soltanto le cappelle e gli oratori degli istituti religiosi e dei monasteri, ma limitatamente alle stesse comunità.

Su disposizione del ministro dei trasporti Paola De Micheli è stata invece disposta la chiusura immediata di alcuni aeroporti “minori”, fino al 25 marzo. Tra questi c’è il “Vincenzo Florio” di Trapani-Birgi. Attualmente in Sicilia rimarranno quindi operativi l’aeroporto “Falcone-Borsellino” di Palermo, quello di Fontanarossa a Catania e gli scali di Lampedusa e Pantelleria. In tutta Italia rimarranno operativi soltanto 17 aerostazioni per garantire la mobilità all’interno del territorio nazionale.