Ospedale di Partinico, trasferimenti avviati. Protestano alcuni consiglieri comunali

Una scelta sicuramente dolorosa, nella speranza che sia stata assunta dall’ASP di Palermo senza dietrologie e soltanto perché la più celere per garantire  assistenza e posti di terapia intensiva ai pazienti colpiti dal coronavirus. Alcune forze politiche della cittadina partinicese, il cui ospedale sta per essere trasformato in nosocomio  destinato ai ricoverati per Covid 19,  hanno sollevato gli scudi. Ieri i consiglieri comunali Toti Comito, Giuseppe Barbici e Pietro Rao hanno effettuato un sopralluogo e, dopo la visita, hanno ritenuto l’ospedale civico non attrezzato per poter accogliere esclusivamente pazienti affetti dal terribile virus. La scelta dell’assessorato regionale alla Sanità e quindi dell’ASP non è andata giù ai consiglieri comunali che hanno chiesto un intervento che punti verso altre direzioni, magari verso ospedali chiusi da poco e quindi facilmente riattivabili.

Questa mattina attorno al presidio ospedaliero di Partinico si è registrato un elevato tram tram di movimenti. Davanti anche ad alcune troupe televisive è cominciato il trasferimenti dei degenti dai vari reparti verso gli ospedali di Corleone, di Palermo e anche di Alcamo. Già cominciano ad arrivare le attrezzature necessarie ad allestire 24 posti di terapia intensiva e 4 di sub-intensiva e quelle che serviranno a predisporre 32 posti-letto per i pazienti positivi al coronavirus. Entro la sera di lunedì tutti i trasferimenti dovranno essere completati per potersi avviare, martedì mattina, il montaggio di macchinari e strutture necessarie a curare gli ammalati di Covid 19. Il territorio rimarrà quindi scoperto per alcune patologie i cui reparti non saranno più presenti nel nosocomio partinicese, anche per situazioni delicate. Gli utenti che avessero bisogno di assistenza nei campi di cardiologia, psichiatria, ortopedia, ginecologia, chirurgia e medicina interna dovranno essere accompagnati altrove.

Di fronte però alla gravità dell’emergenza coronavirus le istituzioni sono state chiamate a fare delle scelte immediate, magari impopolari o anche sbagliate. Fra tutti i mali sono state costrette a scegliere il minore per combattere il nemico maggiore, quello che di questi giorni sta costringendo tutti a rimanere a casa.