Castelvetrano: morta dopo il parto, medici a giudizio

Due medici del reparto di Ginecologia dell’ospedale Vittorio Emanuele II di Castelvetrano (nella foto) sono stati rinviati a giudizio per omicidio colposo in concorso dal giudice delle udienze preliminari di Marsala. Si tratta di Cataldo Anzalone e Vito Cuttone, entrambi di 56 anni. I due sanitari sono accusati di avere sbagliato diagnosi (per “negligenza, imprudenza e imperizia”) sulla 32enne Girolama Leone, poi deceduta dopo avere partorito. Ad accompagnare la donna in ospedale, il 10 maggio 2011, Era stato il marito. Il decesso avvenne, per emorragia cerebrale, il 13 maggio nel reparto di Rianimazione del Policlinico Paolo Giaccone di Palermo, dove Girolama Leone era stata trasferita, in eliambulanza, in seguito alle complicazioni sopraggiunte dopo il parto cesareo eseguito, l’11 maggio, all’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani. La donna, che era al settimo mese di gravidanza, morì dopo avere dato alla luce una bambina, che adesso ha tre anni. Inizialmente i medici indagati furono otto. Oltre ad Anzalone e Cuttone, il cui processo, davanti il Tribunale di Marsala, inizierà il 27 giugno, anche un’altra ginecologa dell’ospedale di Castelvetrano, i due ginecologi dell’ospedale di Trapani che eseguirono il taglio cesareo d’urgenza e tre anestesisti dello stesso nosocomio. Dalle indagini, condotte dalla sezione di pg della Guardia di Finanza della Procura di Marsala e coordinate dal procuratore Alberto Di Pisa, sono, però, emerse responsabilità, secondo l’accusa, solo a carico di Anzalone e Cuttone, i primi due medici a intervenire. I medici del nosocomio trapanese avevano parlato di decesso dovuto ad una “complessa situazione pressoria”. Lo disse a chiare lettere in un comunicato l’azienda sanitaria provinciale trapanese che ha contestualmente avviato un’indagine interna sull’episodio. Il parto è avvenuto in anestesia totale. Dopo la nascita di un “feto vivo e vitale – secondo la ricostruzione dell’Asp – la purpera è stata tenuta sotto monitoraggio continuo in sala risveglio” in uno stato che venne definito di buon controllo clinico. “L’insorgere di una crisi convulsiva – aggiunge l’Asp – e l’aggravarsi delle condizioni neurologiche della paziente hanno condotto lo staff medico a procedere all’intubazione delle vie aree. Contestualmente veniva allertato il sistema di emergenze e avanzata la richiesta di trasferimento in struttura di tipo neurochirurgico. Quindi tramite eliambulaza, la paziente veniva trasferita al Policlinico Universitario di Palermo dov’è deceduta”.

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