Castelvetrano: Messina Denaro, colpo al patrimonio

Beni sequestrati ai familiari del latitante Matteo Messina Denaro. La Direzione Investigativa Antimafia di Trapani ha operato un sequestro nei confronti di Vincenzo Panicola, detenuto per mafia, consistente in un terreno ubicato nel territorio di Castelvetrano, in provincia di Trapani, intestato alla moglie e alla sorella del latitante. Vincenzo Panicola, figlio del defunto ‘patriarca’ mafioso Vito, spiega in una nota la Dia, è detenuto perché ritenuto responsabile, unitamente ad altri, tra cui il cognato Matteo Messina Denaro e Filippo Guttadauro, Leonardo Bonafede e Franco Luppino, di associazione per delinquere di tipo mafioso nonchè, quali componenti il mandamento mafioso di Castelvetrano, di avere curato e gestito la latitanza dei membri del mandamento. In particolare avrebbero gestito la latitanza di Matteo Messina Denaro, attraverso il continuo scambio di messaggi, prestandosi a recapitare e ricevere ‘pizzini’, consentendo, così, al latitante l’esercizio delle sue funzioni ‘apicali’ nell’organizzazione mafiosa; altresì, avrebbe posto in essere condotte dirette al controllo delle attività economiche, anche attraverso la programmazione di estorsioni, di incendi, di approvvigionamento di fondi e di reinvestimento di capitali. Panicola, prima della detenzione, era un imprenditore che operava nei settori della manutenzione di impianti di produzione, installazione, distribuzione e utilizzo dell’energia elettrica, delle costruzioni edili e stradali, dei lavori di pulizia. Continua quindi la forte repressione da parte di magistratura e forze dell’ordine nei confronti dei fedelissimi del latitante di Castelvetrano che fa seguito all’ultima maxioperazione realizzata nell’ambito dell’operazione ‘Eden’ che portò ad arresti e sequestri di beni riconducibili a clan vicini alla mafia. In tutto 30 persone sono finite in manette. Con  la società Vieffegi Service Srl, oggetto anch’essa dell’odierno sequestro, il Panicola prestava la sua attività di pulizia all’interno del Centro Commerciale ”Belicittà” di Castelvetrano, appartenente al gruppo imprenditoriale della holding ”Gruppo 6GDO SrL” del noto imprenditore di Castelvetrano Giuseppe Gricoli, condannato in primo e secondo grado per concorso in associazione mafiosa, ritenuto prestanome del boss Matteo Messina Denaro. Al Grigoli, nell’ambito dell’operazione ”Mida”, sono stati sequestrati a sua volta beni per un valore di oltre 700 milioni di euro. Questo sequestro, da inserire nella più ampia strategia di indebolimento della potenza economica del capomafia latitante  Matteo Messina Denaro, e che segue, infatti, gli ultimi sequestri operati dalla Dia nei confronti di alcuni organici del mandamento di Castelvetrano – Leonardo Ippolito, Gaspare Como, Bice Maria Messina Denaro), ha compreso le aziende e i capitali sociali di alcune ditte, operanti nel territorio di Castelvetrano, Vieffegi Service Srl, Vieffegi Impianti Srl, So.Ro.Pa. Costruzioni Arl, nonché il compendio aziendale della ditta individuale Anna Patrizia Messina Denaro, esercente l’attività di colture olivicole, un fabbricato, autovetture, rapporti bancari ed altro.

Nella foto Vincenzo Panicola

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