Castellammare, potenziamento del porto. Ventennio di una “storia infinita” piena di guai giudiziari

Un’opera faraonica, necessaria a far decollare del tutto il turismo e l’economia di Castellammare del Golfo, progettata e finanziata ai tempi del sindaco Ancona. La ristrutturazione e il potenziamento del porto castellammarese ha però subito una serie di intoppi che non hanno consentito, da più di un decennio, l’ultimazione dei lavori.

Il problema più grande e ancora decisivo per il completamento dell’intervento, previsto all’inizio un investimento di 40 milioni di euro, si verificò nel maggio 2010 quando la guardia di finanza sequestrò il cantiere per tutta una serie di reati, anche per l’ipotesi di utilizzo di cemento depotenziato. Ai raggi X finirono anche le imprese appaltanti e sub-appaltanti coinvolte nel contratto di esecuzione dei lavori.

Un altro filone di indagine raggiunse l’ex politico alcamese Pasquale Perricone perché nel 2004, l’associazione temporanea di imprese che aveva ottenuto l’appalto costituì la società Nettuno, poi fallita, che aveva il compito di gestire i rapporti con le ditte fornitrici. Fra questi fornitori anche la CEA,  un’azienda di Alcamo che materialmente realizzava i lavori. Secondo la Procura il fallimento della Nettuno e la messa in liquidazione della stessa Cea sarebbero state operazioni orchestrate proprio da Pasquale Perricone che attualmente è ancora sotto processo.

Dopo il sequestro del 2010, il cantiere venne dissequestrato nel 2013 ma i lavori del primo stralcio non sono mai ripresi e buona parte di quanto già realizzato è oramai danneggiato. Adesso, durante la visita dell’assessore regionale Marco Falcone, è stato assicurato dall’esponente del governo Musumeci l’avvio della progettazione esecutiva dei servizi di ingegneria per la messa in sicurezza del primo lotto del  porto di Castellammare, mentre sono già ripresi i lavori del secondo stralcio.

“Abbiamo evidenziato l’urgenza della messa in sicurezza dell’esistente – ha detto il sindaco Nicola Rizzo – poiché quanto realizzato non venisse ancora  danneggiato dalle mareggiate. Abbiamo sollecitato la ripresa in più incontri operativi alla Regione. L’assessore alle Infrastrutture Falcone ha quindi accolto le nostre istanze – ha concluso Rizzo – con la massima disponibilità”.

Entro la fine di luglio dovrebbe partire la gara d’appalto per la ripresa del primo stralcio mentre le opere del secondo stralcio, finanziate con 15.500.000 euro, sono state avviate all’inizio del mese di aprile di due anni fa (2018) e non sono ancora state completate.