Castellammare, morte di Ilenia Collica. Ripreso il processo

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Con la deposizione della mamma del polacco Adrian Karaz, il giovane che guidava la moto sulla quale viaggiava Ilenia Collica, la ragazza morta due anni fa, nell’incidente stradale a Castellammare, è ripeso il processo al Tribunale di Trapani. Le dichiarazioni della mamma del polacco avrebbero segnato dei punti a favore di Stefano Di Stefano, imputato di omicidio stradale. Così come giocherebbe a favore di Stefano Di Stefano, assistito dall’avvocato Maurizio Lo Presti, la richiesta di messa in prova, avanzata dall’avvocato Gaetano Vivona, per Adrian Koraz. La messa in prova consiste in un periodo di impegno nei servizi sociali e se il risultato è positivo, viene dichiarata la non punibilità. Il giovane polacco, che all’epoca dell’incidente non aveva compiuto 18 anni, è sotto processo per omicidio stradale, al Tribunale dei minorenni di Palermo. Il processo dopo la testimonianza della mamma di Adrian Karaz, è stato rinviato all’undici novembre per ascoltare dieci testimoni, convocati dalla difesa di Di Stefano. Nel corso delle deposizioni è emerso che la polizia municipale, che rivelò l’incidente, fece l’ alcool test solo a Di Stefano e non pure al polacco che era alla guida del ciclomotore, che aveva trascorso la serata con gli amici. Per questa vicenda che scosse l’opinione pubblica di Castellammare sono in corso tre processi, davanti a tre giudici diversi. Davanti al giudice di pace di Alcamo, si è costituito parte civile Adrian Karaz, il diciottenne polacco che vive a Castellammare. Karaz ha chiesto il risarcimento dei danni per le lesioni, che riportò nell’incidente, nei confronti di Stefano Di Stefano, che era alla guida dell’auto e che è sotto processo a Trapani. Adrian Karaz era alla guida del ciclomotore assieme a Ilenia Collica quando avvenne l’incidente mortale. A sua volta lo stesso giovane polacco è sotto processo al Tribunale dei minorenni di Palermo perché imputato di omicidio stradale e ora ha chiesto la messa in prova. A Trapani sono in corso, invece, le udienze durante le quali i giudici già hanno ascoltato alcuni testi tra cui gli agenti della polizia municipale, che rilevarono l’incidente. Ammessa la compagnia assicurativa dell’auto di Di Stefano per stabilire chi dovrà pagare i danni. La famiglia della giovane vittima, costituitasi parte civile, ha chiesto il risarcimento di un milione di euro. Undici i familiari costituitisi parte civile. Di Stefano è difeso dall’avvocato Maurizio Lo Presti, che alla luce della dinamica e risultanze processuali cercherà di smontare la pesante accusa di omicidio stradale per la quale è imputato il suo assistito.