Alcamo, IPAB “San Pietro”. Piano di tagli, dipendenti preoccupati

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Nubi sempre più nere continuano ad addensarsi sull’IPAB Opere Pie riunite Pastore e San Pietro di Alcamo, che sembra inesorabilmente viaggiare verso il totale declino. C’è preoccupazione nei 28 dipendenti dopo le comunicazioni fatte dal commissario regionale ai sindacati. L’orientamento è quello di chiudere il semi convitto, oggi utilizzato da venti bambini di famiglie a rischio e di mantenere solo quelli in comunità Questi sono allo stato attale sette. Si tratta di ragazzi tra i 14 e i 20 anni, che vengono ospitati dopo le segnalazioni del tribunale dei minori. I dipendenti di questa IPAB non ricevono lo stipendio da nove mesi e pare che non siano stati versati nemmeno i contributi. C’è preparazione tra i 28 dipendenti, alcuni a tempo indeterminato. Preoccupazione, fra l’altro manifestata lo scorso luglio dallo stesso commissario Vito Giuliana che scrisse: “appare, sempre più inesorabilmente, segnato. Il crescente disinteresse delle Istituzioni preposte alla tutela delle fasce più indifese della società civile e alla salvaguardia dei livelli occupazionali rischia di provocare una irreversibile crisi economico finanziaria tale da non permette più di soddisfare i bisogni primari degli utenti ospiti dell’IPAB”. La dichiarazione dopo che il Comune taglio i fondi, 700 euro al mese, per dieci ragazzi in semiconvitto. “ Assistere, per decenni se non per secoli scrisse Vito Giuliana- minori provenienti da famiglie disagiate ha assunto, nel tempo, un significato di “investimento sociale” che, evidentemente, costituisce sempre meno un primario obiettivo per chi amministra la “cosa pubblica” della Città di Alcamo. Il declino e l’eventuale conseguente “scomparsa” dell’IPAB Pastore e San Pietro di Alcamo, potrebbe costituire, rebus sic stantibus, un “fallimento” non solo per l’ente stesso, ma per tutta la collettività alcamese”. Ora lo stesso commissario ha presentato un piano ai sindacati, che si sono riservati ogni decisione. Ma tra i dipendenti cresce tensione e preoccupazione per la salvaguardia del posto di lavoro all’IPAB dove svolgono un importante servizio socio assistenziale e didattico.