La Sicilia perde il mare…

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Di Laura Lombardo — Il monito di Federpesca Mazara: “La flotta si fermerà a dicembre”. Gasolio, viveri, imballaggio, celle frigorifere, verricelli, motori principali e ausiliari, personale a bordo — i costi di un’impresa ittica che opera l’intera catena di montaggio. dal mare ai canali di retail e food service, sono troppo alti. Troppo alti infatti e troppo vicini all’ammontare dei ricavi. Facendo un pò di conti con il mite-e-lauto-in-dettagli, signor Santo Adamo, Presidente dell’Associazione Federpesca, “occorrono 8 persone a bordo di un peschereccio per la pesca dei crostacei, più semplice e meno laboriosa di quella del pesce fresco, per il quale invece occorrono 3 persone in più nell’equipaggio. E questa, infatti — la pesca dei crostacei — è quella in cui la flotta mazarese si sta specializzando, solo al fine di risparmiare un pò, malgrado la domanda di pesce fresco di media e grossa taglia sia comunque decente. Il settore ittico ha un grosso problema oggi di competitività sul mercato internazionale. Precisamente, pescherecci stranieri penetrano in territorio comunitario senza rispettare i parametri imposti dalla Zolleverein Europea, tra i quali il divieto di pescare pesce a taglia piccola. E non solo i pescatori extracomunitari pescano pesce a taglio piccolo, ma, aumentando l’offerta di prodotto ittico sul mercato e variando così l’equilibrio tra domanda e offerta, causano una caduta generale dei prezzi nell’intero settore. La competizione è ovviamente sleale, anche quando, non soggetti agli stessi controlli italiani ed europei, il pesce dei pescherecci extracomunitari si presenta con un prezzo di partenza inferiore, e, complice la crisi, i consumatori ne approfittano: la così detta legge di Gresham, secondo cui i beni di mercato di qualità inferiore hanno sempre la meglio sul prodotto di qualità. La crisi, intanto, la vivono le imprese ittiche siciliane, che da mesi lavorano “a denti stretti”. Il presidente Adamo spiega che non è più conveniente stare in business, dato che i ricavi nel migliore dei casi eguagliano le spese, ma spesso, lascia intendere con pudore, si è nel peggiore dei casi. All’orizzonte c’è l’incontro con i sindacati per delineare una strategia comune contro l’assenza e l’inefficienza delle istituzioni regionali, nazionali ed europee. Federpesca ha annunciato che verrà dato tempo fino a dicembre di quest’anno affinché le istituzioni rispondano concretamente — con regolamenti di diritto internazionale, un import più disciplinato e politiche protezionistiche. Se la politica non interverrà in tal senso, Amato ha ammonito, “la flotta si dovrà fermare”. Lo spegnimento dei motori infatti è annunciato, stando così le cose, per dicembre — per la Sicilia sarebbe una sorta di evirazione o amputazione della sua risorsa più intima e imprescindibile: il mare.