Castellammare del Golfo-Tentato omicidio del collega, condannato Antonio Zummo

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Il castellammarese Antonio Zummo (nella foto), 30 anni, bracciante agricolo, è stato condannato a 10 anni di reclusione per tentato omicidio. Ad emettere la sentenza, secondo quanto riporta il Giornale di Sicilia, il tribunale di Trapani che non ha derubricato l’accusa in lesioni, così come invece aveva richiesto il legale di Zummo, Maurizio Lo Presti. L’imputato è stato processato con il rito abbreviato, beneficiando quindi anche di uno sconto di pena. E’ stata accolta la tesi dell’accusa che invece ha dimostrato come Zummo avrebbe intenzionalmente provato ad uccidere un collega di lavoro tunisino. Il trentenne finì in carcere dopo una serrata indagine dei carabinieri che raccolsero una serie di forti indizi nei suoi confronti. Secondo l’accusa Zummo avrebbe provato a fare fuori un collega per vendetta, perché convinto che il suo licenziamento dall’azienda agricola, avvenuto pochi giorni prima, fosse stato proprio a causa sua. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti Zummo sarebbe stato licenziato dal suo datore di lavoro per scarso rendimento nella coltivazione di un terreno in contrada Gagliardetta, alla periferia di Castellammare del Golfo. L’uomo avrebbe avuto il giorno prima di colpire un diverbio con il suo collega di lavoro, per l’appunto il tunisino, che lo avrebbe accusato proprio di insufficiente impegno. Convinto quindi che fosse stato proprio l’extracomunitario ad averlo fatto licenziare, ha programmato nei dettagli la spedizione punitiva. All’indomani del suo licenziamento, all’alba, si è nascosto nel terreno agricolo aspettando l’arrivo dell’oramai ex collega e con un fucile a pallini gli ha sparato a pochi metri di distanza mirando sul viso. Una mira che non si è rivelata infallibile: seppur ridotto in fin di vita la vittima è riuscita a chiedere aiuto e nel frattempo si è fatta soccorrere dal 118. Ricoverato all’ospedale Villa Sofia di Palermo i medici hanno dovuto sottoporlo ad un delicatissimo intervento chirurgico estraendogli diversi pallini da ogni parte del volto, persino dall’occhio. Nel frattempo Zummo, sempre secondo l’accusa, si era dato alla “macchia” ma poche ore dopo venne rintracciato mentre tentava di rincasare nell’abitazione in cui risiedeva insieme alla convivente e arrestato. Nel contempo i carabinieri, a poche decine di metri di distanza dal luogo in cui si è consumato il presunto tentato omicidio, rivennero un fucile calibro 12 con matricola abrasa insieme a diverse munizioni. Il tribunale ha anche condannato Zummo a risarcire 30 mila euro all’ex collega per le lesioni riportate.