Castellammare del Golfo-Porto, ripresa lavori appesa alla perizia di variante

Entro fine mese la perizia di variante e poi si devono solo incrociare le dita. La ripresa del primo stralcio dei lavori del porto di Castellammare del Golfo resta ancora appesa alla burocrazia. Senza questa perizia non si potrà riaprire il cantiere, chiuso oramai dal 2010 quando scattarono i sigilli della Procura per l’utilizzo di cemento depotenziato. Da allora ad oggi sono passati 5 anni e l’azione del mare e della salsedine, con il suo naturale degrado, ha depauperato in parte le opere realizzate sino ad allora. La controversia resta ancora tutta imperniata qui: in ballo ci sono danni all’incirca per oltre un milione di euro. La perizia servirà anzitutto a questo: “Entro la fine del mese – sostiene il sindaco Nicola Coppola – dovrebbe esser presentata la perizia di variante che non riguarda più la realizzazione di opere a completamento, poiché ormai le risorse economiche disponibili sono necessarie per la messa in sicurezza dell’esistente. A questo punto abbiamo spinto per chiedere ancora che i lavori riprendano quanto più velocemente possibile così da salvaguardare quanto realizzato”. Questa la posizione assunta dal Comune castellammarese nel corso del tavolo tecnico che si è tenuto all’assessorato regionale delle Infrastrutture e della Mobilità. E’ stato chiarito dalla regione che la perizia di variante è necessaria per far ripartire i lavori, condizione che rischia di arenare tutto sul piano della velocizzazione dell’iter burocratico: “Ho proprio voluto spingere, assieme al deputato regionale Mimmo Turano, – aggiunge il primo cittadino – perché la perizia venga redatta a brevissima scadenza, entro la fine del mese in corso. I lavori sono fermi da troppo tempo e miriamo adesso a salvaguardare le opere realizzate che rischiano di essere definitivamente compromesse”. I lavori di messa in sicurezza del porto sono stati finanziati per un importo di oltre 24 milioni di euro. Nel 2010 si fermò il cantiere per effetto di un sequestro ordinato dalla Procura per l’ipotesi di utilizzo di cemento impoverito. Nel 2013 il cantiere è stato dissequestrato ma i lavori non sono mai ripresi. «Il crono programma stabilito in assessorato prevede adesso l’acquisizione della perizia di variante per la messa in sicurezza dell’esistente, quindi i successivi confronti per il suo esame – spiega ancora il sindaco -. I danni ci sono e sono ingenti ma adesso occorre concentrarsi per preservare il realizzato senza ulteriori indugi. L’auspicio è che si possa essere concordi sulla perizia di variante che sarà presentata e procedere in maniera più spedita possibile». Non ci sarebbe, invece, nessun problema per il completamento del porto: i lavori del secondo stralcio, finanziati con 15,5 milioni di euro, secondo quanto sostiene lo stesso sindaco, inizieranno a brevissima scadenza.