Castellammare del Golfo-Dipendenti e precari al Comune, tutti “salvi”: nessun esubero

Tutti salvi negli uffici comunali di Castellammare del Golfo: la giunta guidata dal sindaco Nicola Coppola non licenzia nessuno nonostante i rigidissimi parametri imposti dallo Stato che invece, seppur di pochissimo, non sono stati rispettati. Nonostante ciò non ci saranno esuberi. Il governo cittadino fa da scudo a tutto il personale e conserva così il posto di lavoro a tutti nonostante qualche falla ci sia.

Il riferimento in particolare è a un decreto ministeriale del 2014 che imporrebbe per un Comune come quello castellammarese, in proporzione alla sua popolazione il limite massimo di 106 dipendenti sommando sia quelli a tempo indeterminato che quelli part time accorpando le loro ore mentre ad oggi ne risultano 107.

Quindi una unità sarebbe in esubero ma la giunta tiene conto anche di tanti altri parametri e di una specificità di pianta organica, che in realtà è molto diffusa negli enti locali siciliani, che non permetterebbe ammanchi di personale con il rischio di mandare in tilt qualche ufficio. In realtà il problema idi Castellammare del Golfo sarebbe l’elevato numero proprio di dipendenti part time: da dotazione organica il municipio dovrebbe avere infatti 60 unità di personale part-time a 18 ore ed invece a Castellammare ce ne sono ben 99 e tutti con contratti che vanno da part time a 16 ore settimanali sino alle 30 ore.

Nessun problema invece per i dipendenti a tempo indeterminato: dovrebbero essere 70 ma ce ne sono effettivamente 46. Dunque a compensare abbondantemente ci pensano come sempre i precari, scenario tipico un pò in tutti i Comuni siciliani dove le infornate clientelari di 20 o 30 anni fa ancora oggi lasciano il segno dentro gli uffici. A convincere il Comune a tenere tutti dentro anche un altro parametro fissato per legge, il rapporto tra spese del personale e le spese correnti: limite che la giunta sostiene di avere rispettato e che si attesta sul 38 per cento.

Castellammare poi non è esente dal fenomeno dei lavoratori Asu, una forma di precari: sono 68 ma non titolari di contratto di lavoro subordinato, nè con il sussidio spettante a carico del Comune, se non per l’eventuale concessione di integrazione oraria, e quindi non sono computabili a fini della ricognizione del personale in eccedenza.

A dare man forte al governo cittadino anche i responsabili dei vari Settore che compongono la macchina burocratica i quali non hanno segnalato a loro volta alcuna eccedenza di personale. “Sulla base di questi criteri – scrive nella delibera la giunta – non è ravvisabile al momento alcuna situazione di sopranumerietarietà o eccedenza di personale”.