Castellammare del Golfo, deposito carburante e nomine Comune: tutti assolti

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Tutti assolti, anche se alcuni con formula dubitativa, al processo in abbreviato sul presunto abuso edilizio per la costruzione di un deposito carburanti a Castellammare del Golfo. Coinvolti vari funzionari del municipio e l’ex sindaco Nicola Coppola seppur in quest’ultimo caso per fatti collegabili a presunte nomine di responsabili di settore non regolari. Disposto anche il dissequestro del deposito carburanti di contrada Crociferi da cui è nata la doppia inchiesta sfociata in quest’unico processo. Assolto con formula piena, con l’articolo 530 comma I perchè “il fatto non costituisce reato”, Nicola Coppola (nella foto al centro) difeso dall’avvocato Giovanni Lentini. Sempre perchè il fatto non costituisce reato, ma con il comma II quindi con la vecchia formula dubitativa per insufficienza di prove, assolti Roberto Alonso e Marcello Ancona difesi rispettivamente dagli avvocati Aurelio Cacciapalle e Massimo Motisi, e da Ernesto Leone; assolti invece perchè “il fatto non sussiste” con il comma I Giacomo Gervasi (avvocato Riccardo Rotogliano), Salvatore Balistreri (avvocato Leone) e Silvana Paradiso (avvocati Antonino Gucciardo e Vito Galluffo). Solo per Paradiso e Balistreri è arrivata una pena pecuniaria a 200 euro ciascuno per una falsità ideologica risultata però marginale. Un’inchiesta portata avanti dalla Compagnia dei carabinieri di Alcamo, nata da un impianto di carburanti non in regola, secondo l’accusa, ma autorizzato con tanto di concessioni da parte degli uffici comunali. Silvana Paradiso è finita sotto processo in quanto amministratore unico della ditta di gestione dell’impianto carburanti, mentre Salvatore Balistreri in qualità di progettista dello stesso deposito. Questo filone d’indagine è considerato la naturale prosecuzione dell’operazione antimafia che nel marzo del 2016 portò in carcere il boss di Castellammare, Mariano Saracino, ed altri presunti fiancheggiatori. Scavando a fondo i carabinieri avrebbero rilevato che all’interno del Comune vi sarebbe stata da parte dell’allora sindaco Coppola la nomina a comandante della polizia municipale di Giacomo Gervasi, già responsabile del Suap, ruolo che secondo l’accusa caduta oggi con questa sentenza non avrebbe potuto ricoprire sulla base del profilo professionale. Incarico che venne subito revocato dallo stesso sindaco. I carabinieri erano arrivati a Gervasi e a questa nomina dirigenziale perchè avevano puntato la loro attenzione proprio sul Suap, il quale a sua volta aveva rilasciato le contestate autorizzazioni edilizie per la realizzazione del deposito di carburanti. Per avere a vario titolo rilasciato pareri e concessioni ritenute “non regolari” erano finiti sotto processo quindi lo stesso Gervasi, Ancona e Alonzo.