Alcamo, avviso cimitero “torbido”: un funzionario del Comune sospeso

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Non avrebbe informato il suo dirigente dell’importante atto che stava varando e per di più lo ha reso pubblico senza uno straccio di criterio, ingenerando caos e confusione sino a costringere il Comune a dover interrompere ogni procedura pubblica. Sei giorni di sospensione dal servizio senza retribuzione sono stati inflitti ad un funzionario del municipio di Alcamo, A.P., 63 anni, autore di un avviso pubblico che nel marzo del 2017 ingenerò rabbia e proteste dei cittadini.

L’avviso era quello finalizzato all’assegnazione delle aree per le sepolture nel cimitero: in seguito proprio alle proteste dei cittadini il Comune dovette ritirarlo perchè effettivamente ci si rese conto che qualcosa non quadrava. Oltre all’avviso in sè, apparso senza criteri ben stabiliti, si scoprì che il giorno in cui apparve la comunicazione l’ufficio Protocollo, come d’incanto, aveva già avviato le sue attività addirittura tre quarti d’ora prima della sua apertura al pubblico.

Vicenda venuta fuori da alcune segnalazioni di cittadini imbufaliti al responsabile anticorruzione, Vito Bonanno, che immediatamente avviò una vera e propria indagine. Un’attività complessa e che ha portato alla fine alla sospensione del funzionario che sottoscrisse quell’avviso. Secondo la contestazione avanzata dall’ufficio procedimenti disciplinari del Comune l’avviso non conteneva alcuna indicazione sulle modalità di presentazione delle domande, così come sui termini di scadenza e sui criteri di assegnazione, tantomeno sul numero delle aree destinate a nuove sepolture o a sepolture definitive di salme già provvisoriamente seppellite in altri loculi.

A venire fuori il fatto che l’avviso non sarebbe mai stato sottoposto all’attenzione del dirigente del settore competente. Il funzionario, ascoltato in audizione durante l’indagine interna, avrebbe a sua volta puntato il dito su un suo sottoposto, inquadrato in categoria C, sostenendo che in realtà la procedura l’avrebbe portata avanti lui stesso e che non si era in presenza di un avviso vero e proprio ma bensì di un atto di carattere “organizzativo” che si limitava a manifestazioni di interesse senza alcun vincolo per gli uffici.

Secondo l’ufficio procedimenti disciplinari A.P. in quanto superiore, avrebbe dovuto controllare un suo sottoposto. Si tratta dell’ennesima dura sanzione comminata dal Comune negli ultimi tempi nei confronti di proprio personale: oltre ad altre sospensioni figurano anche due licenziamenti per assenze ingiustificate per un funzionario e per una dipendente.