Castellammare del Golfo, amministrative: spunta “Oltre”, i big locali ancora ai box

Si scaldano, anche se ancora timidamente, i motori in vista delle prossime amministrative di primavera a Castellammare del Golfo. Nasce un nuovo movimento che si fonda su un’unica certezza, quella cioè di essere alternativo all’attuale amministrazione comunale uscente. “Oltre” è il nome che viene dato a questo nuovo soggetto politico che raggruppa al suo interno componenti del mondo della società civile, così come viene riportato nel comunicato stampa che tiene a battesimo questa realtà: a farne parte imprenditori, artigiani, operai e tanti professionisti e persone impegnate nel sociale. Viene anche spiegato il motivo di questo nominativo: “Oltre vuole rappresentare ed esprimere anche con un nome – si legge nella nota – la nostra volontà di cambiamento e di rottura con tutto ciò che rappresenta il vecchio e la politica obsoleta che ci ha governati e non ci ha mai rappresentato. Facendo tesoro dell’esperienza maturata negli anni scorsi, intendiamo superare un approccio politico che si basa sui collegamenti con i partiti, questi ultimi più che mai in difficoltà e incapaci di dare reali e serie risposte ai tanti problemi che affliggono la nostra cittadina”. Quindi niente dialoghi con partiti o con la vecchia politica e scelta di un candidato sindaco che parta dal basso, quindi con una scelta collegiale così come per la costruzione del programma elettorale. “Nei prossimi giorni – si legge ancora nella missiva – attiveremo una serie di incontri che includeranno la presenza di associazioni, movimenti e realtà operative nel nostro territorio, al fine di dare voce ad un progetto comune che possa far uscire Castellammare dallo stallo sociale e politico in cui si trova”. Un’uscita che viene fuori dopo quella già fatta diverse settimane fa da Cambiamenti, il movimento che in consiglio comunale conta due rappresentanti all’opposizione del governo cittadino in carica. Per certi versi la sua posizione è simile a quella di “Oltre”: infatti “Cambiamenti” ha posti dei precisi steccati che sono la chiusura ai partiti tradizionali, niente coalizioni allargate e apertura alle forze produttive e sociali. Non è quindi escluso che queste due forze politiche possano anche dialogare. Altrove invece tutto tace. Pd e Sicilia Futura, che sostengono con latri pezzi della politica il governo uscente, non hanno ancora sciolto il nodo sulla candidatura a sindaco da proporre. La stessa amministrazione uscente ha perso poi per strada pezzi consistenti, dal Nuovo centrodestra a gruppi civici di importante estrazione che hanno numeri consistenti. Alla fine queste diverse anime potrebbero anche ricongiungersi da qui alle prossime amministrative e costruire un fronte unico conto kil blocco politico dell’amministrazione uscente. Comunque i big locali ancora stanno ai box: è chiaro che prima attenderanno l’esito delle prossime elezioni nazionali che potrebbero anche determinare certi equilibri.