Caso Maniaci-A Partinico una nuova giunta? Il Pd adesso vuol dettare le regole

Presto a Partinico potrebbe esserci una giunta nuova di zecca. Con il Partito Democratico alla guida di un esecutivo interamente politico e non di marca civica come è avvenuto sino ad oggi da quando il sindaco Salvo Lo Biundo (nella foto) è stato riconfermato alla carica del governo cittadino nel 2013. Se da una parte il Pd partinicese fa quadrato attorno al primo cittadino, dopo quanto emerso dall’indagine su Pino Maniaci che avrebbe estorto soldi e posti di lavoro proprio al sindaco senza che quest’ultimo abbia mai denunciato nulla all’autorità giudiziaria, dall’altra però ora vuol dettare le regole: “Il Partito Democratico – scrive in una nota la segretaria cittadina Franca Sicula – si farà promotore di un piattaforma programmatica che sancirà il passaggio da un governo ‘civico’ ad un governo ‘politico’ che dovrà mettere al centro il valore della programmazione economica e strategica, per rinnovare la burocrazia comunale, introducendo decisi criteri di semplificazione e meritocrazia”. Se si considera che al momento dei 6 esponenti di giunta il solo Gianlivio Provenzano è appartenente ad un partito (sempre il Pd, ndr), è facile intuire che presto nell’esecutivo ci sarà una vera e propria rivoluzione. Una posizione che i Democratici a maggioranza hanno assunto a conclusione del coordinamento convocato sabato scorso per discutere proprio del caso Maniaci. In pratica il partito vuole adesso assumere una posizione di indiscussa leadership: “E’ emersa – aggiunge la segretaria – la necessità di un maggiore coordinamento tra l’amministrazione e il circolo del Pd, per iniziare un nuovo percorso di rilancio in cui il Partito Democratico assuma direttamente la funzione di guida politico-amministrativa, in modo da avviare un’operazione che sposti l’asse decisionale verso un assetto nuovo, di condivisione e partecipazione attiva del corpo vivo di dirigenti e iscritti e cittadini, nei processi decisionali che da ora in poi dovranno essere portati avanti dall’amministrazione comunale”. Si parla anche di allargamento della base sociale dell’azione amministrativa, rafforzamento del coinvolgimento sull’operato della giunta e spinta riformista all’azione amministrativa. Resta invece la frattura interna ai Democratici: il presidente Michele Galati ha reso pubblico l’intervento fatto durante il coordinamento ed ha confermato le sue dimissioni dalla carica che formalizzerà a partire dalla prossima riunione di coordinamento. Galati aveva chiesto che, al di là delle conseguenze penali che eventualmente emergeranno dall’indagine su Maniaci, l’assessore Provenzano e il sindaco si autospendessero da qualsiasi carica interna al partito e che il capoguppo del Pd in consiglio, Aldo Lo Iacono, lasciasse la carica dopo la conferma di avere pagato in nero l’amante del giornalista di Tele Jato per farla lavorare da puliziere all’interno del municipio. Secondo Galati l’unità e la credibilità politica del Pd, rispetto a questo emerso, sono messi seriamente a rischio.