Caporalato. Effettuato sequestro di due aziende. Un paio ricorrono in Cassazione

Dei quattro sequestri di aziende agricole predisposti dal tribunale del Riesame di Trapani, due sono stati effettuati dalla polizia del commissariato di Alcamo e due sono rimasti in sospeso in attesa del pronunciamento. Si tratta dell’inchiesta ‘Black Economy’ che ha fatto luce su alcuni episodi di caporalato nelle campagne fra Alcamo, Calatafimi e Castellammare del Golfo e sul relativo sfruttamento della manodopera, sottopagata e costretta ad orari di lavoro estenuanti.

Gli agenti hanno apposto i sigilli alle aziende agricole dell’alcamese Vincenzo Coppola e del castellammarese Salvatore Mercadante, già arrestato nel giugno scorso nel blitz antimafia ‘Cutrara’. Hanno invece fatto ricorso in Cassazione, Giuseppe Calia e Salvatore Gucciardo, titolari di altre due aziende agricole coinvolte nelle indagini.

Il decreto di sequestro preventivo, emesso dalla Sezione del Tribunale per il riesame dei provvedimenti in materia di sequestro di beni ha riguardato anche due autovetture, utilizzate anche per il trasporto degli operai, una dello stesso Coppola e l’altra di Francesco Lo Ciacio, ritenuto ‘caporale’ dagli inquirenti e che, assieme al figlio, per il quale è stata divieto di dimora ad Alcamo, sarebbe stato a apo del reclutamento della manodopera per i lavori agricoli.

Un’inchiesta ampia, scattata dalla denuncia della titolare di un centro di accoglienza per giovani immigrati che vedeva un suo ospite uscire sempre prestissimo al mattino. Dopo la chiusura delle indagini la vicenda giudiziaria è andata avanti fra un ricorso e l’altro degli indagati e fra responsi, talvolta contrastanti, di giudici e pm della procura di Trapani.