Calette sí, calette no. Caos fra enti e provvedimenti. Il sito della riserva si blocca

Pasticcio alla siciliana. La direzione della Riserva Naturale Orientata dello Zingaro scrive sul suo sito istituzionale che da sabato scorso calette, aree attrezzate e struttura museale sarebbero state riaperte alla pubblica fruizione. Da rispettare, però, alcune restrizioni per evitare rischi al di sotto di costoni in alcune calette solitamente prese d’assalto dai bagnanti.

Dalla Regione, però, non è arrivata alcuna nuova ordinanza ai comuni che modifichi il precedente provvedimento che indicava lo Zingaro e altre coste siciliane a forte rischio di dissesto idrogeologico. A questo punto non si sa più se le calette della riserva siano aperte o chiuse, ma intanto la gente, stanza di attendere e confusa, va ugualmente a fare il bagno. La contraddizione nasce all’interno della stessa Regione. Dinanzi a centinaia di Pai (Piani assetto idrogeologico), predisposti dall’Autorità di Bacino che denunciano il grave rischio di frane e cadute massi dai costoni rocciosi, gli Uffici territoriali ambiente, per la salvaguardia dell’incolumità pubblica, hanno vietato il transito e la sosta nelle spiagge a rischio.

Parecchi sindaci, e tra questi anche quello di San Vito Lo Capo, Giuseppe Peraino, per quanto riguarda lo Zingaro, per evitare processi penali in caso di qualche disgrazia, avevano emesso a loro volta ordinanze di interdizione alla fruizione. In questo caos di informazioni e di comunicazione, guarda caso, il sito istituzionale della riserva dello Zingaro è andato in tilt ed è attualmente fuori uso.

Dalla Regione non è però arrivata alcuna novità e il primo cittadino sanvitese ha emanato un’altra ordinanza, proprio ieri, in cui ha modificato quanto stabilito dallo stesso comune di San Vito Lo Capo nell’agosto scorso. La gente è disorientata e certamente questo non è un modo di comunicare fra istituzioni e di agevolare l’arrivo dei turisti.ù
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