Brutte storie familiari, la Polizia di Alcamo fa scattare provvedimenti

Due brutte storie ad Alcamo: violenze, minacce e vessazioni di ogni genere ai danni delle ex compagne che finalmente hanno trovato il coraggio di denunciare i fatti. I due sono stati così denunciati e il G.I.P. del Tribunale di Trapani ha disposto l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla persona offesa. E’ stata la polizia a portare avanti le indagini.

Uno degli autori delle violenze è un rumeno quarantaduenne, C.I.C. le iniziali, da anni residente ad Alcamo con numerosi precedenti per
minacce, che intratteneva da anni una relazione sentimentale con una connazionale dalla quale era nato un figlio. Durante gli anni di convivenza molteplici erano stati gli interventi delle Forze dell’Ordine per sedare litigi della coppia. Malgrado la stabile relazione, però, ai primi di novembre l’uomo si è recato in Romania dove ha sposato un’altra connazionale. Fatto ritorno nella cittadina alcamese avrebbe preteso dalla convivente, minacciandola di morte, che l’altra donna lo raggiungesse immediatamente a casa.

Di fronte al diniego il rumeno ha afferrato per il collo la donna che, soltanto grazie ad un movimento repentino, riusciva a divincolarsi denunciando poi quanto poco prima accaduto nonché le pregresse
minacce e maltrattamenti patiti sino a quel momento, anche in presenza del figlio minore di 12 anni, pure lui vessato psicologicamente dal padre.

Un’altra distinta vicenda, invece, riguarda le violenze di un cittadino alcamese pregiudicato, G.M. di 48 anni, che aveva intrattenuto per più di 15 anni una relazione con una donna dalla cui unione erano nati due figli, oggi di 18 e 3 anni. A seguito del comportamento dell’uomo durante gli anni di matrimonio, la moglie aveva deciso di interrompere l’unione, separandosi di fatto dal coniuge. Il quarantottenne, dal carattere geloso e possessivo, non ha mai accettato la separazione e avrebbe iniziato a perseguitarle l’ex molgie attraverso molestie telefoniche, minacce e pedinamenti asfissianti, tanto da fare installare sull’autovettura della donna, un GPS collegato al proprio telefono cellulare per conoscere costantemente i movimenti della donna.

Nonostante tale comportamento, la donna non aveva mai presentato, nel corso degli anni, alcuna denuncia nei confronti dell’ex marito fino all’episodio del 31 ottobre scorso quando G.M. alla guida della sua autovettura, con a bordo il figlio di 3 anni, aveva bloccato,
tamponandolo, il veicolo al cui interno si trovavano l’ex moglie con un’amica. Solo allora l’ex moglie ha trovato il coraggio di rivolgersi alle forze di polizia per denunciare tali fatti.