Beni confiscati, progetti a ritmo spedito

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Parte la fase della progettazione esecutiva ad Alcamo per la riconversione di due beni confiscati alla mafia. Dopo l’ammissione a finanziamento nel gennaio scorso da parte dell’assessorato regionale delle Politiche sociali, l’amministrazione comunale ha avviato l’iter per la messa a sistema del procedimento burocratico che prevede la nomina anche di dipendenti comunali in qualità di referenti e responsabile della stessa progettazione. Se non ci saranno intoppi sotto questo aspetto il completamento di questa procedura dovrebbe essere una formalità. I progetti in questione sono di una certa consistenza per un investimento globale di 700 mila euro. In particolare il progetto più innovativo è quello della realizzazione di un “Pronto soccorso sociale” nel bene strappato a Cosa nostra di via Silvio Tornamira. Pochissime le esperienze di questo genere in Sicilia. Il servizio di “Pronto Soccorso Sociale”, finanziato con fondi regionali, si articola in due differenti misure di intervento, rivolte a tutti i soggetti che versano in condizioni di precarietà, fisica ed economica. La prima riguarda la concessione di buoni sociali per l’acquisto di farmaci o alimenti, la seconda invece servirà a garantire nei casi di emergenza sanitaria un primo soccorso a chi si trova in condizioni di difficoltà. Per quest’ultimo aspetto si dovrebbe procedere all’individuazione di una cooperativa che, con proprie professionalità, interverrà prioritariamente in caso di segnalazione di situazioni di emergenza con prestazioni di assistenza fino all’eventuale necessario intervento di ulteriori specialisti. Quindi si tratta di un servizio che in entrambi i casi prevede un’immediata prestazione che verrà fornita o sotto forma di assistenza sanitaria o in quella di buoni sociali da utilizzare per l’acquisto di prodotti necessari per la salute o generi di prima necessità. L’altro progetto di riconversione riguarda il bene confiscato alla mafia in via Benedetto Croce dove sorgerà il centro antiviolenza, in un luogo assolutamente più adatto rispetto all’attuale sistemazione nei locali dell’Urp in corso VI Aprile. Più volte gli addetti ai lavori avevano sostenuto che l’attuale sede, in posizione eccessivamente centrale, non era consona ad una struttura di questo tipo, dove si raccolgono le denunce per violenza. Quindi vi era il concreto rischio che le vittime potessero essere facilmente individuabili. La nuova ubicazione individuata è senza dubbio più adatta. Il centro antiviolenza del Comune di Alcamo è promosso dall’assessorato comunale alle Pari Opportunità, ed è stato istituito nell’aprile 2008, a seguito di un protocollo d’intesa tra la Provincia di Trapani, i Comuni di Alcamo, Valderice, Buseto Palizzolo, la Consigliera di Parità della Provincia di Trapani, la Questura di Trapani, la Caritas Diocesana e l’Asp 9 di Trapani. Il Centro Antiviolenza nello specifico opera a favore delle donne ma anche di minori che hanno subito molestie sessuali, violenze e fenomeni di mobbing lavorativo. E’ gestito da professioniste volontarie dell’associazione “Le Pleiadi” ed offre un servizio gratuito di prima accoglienza, di consulenza legale e sostegno psicologico. Struttura che si è già rivelata per Alcamo essenziale

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