Balestrate: attentato comandante, sit-in di solidarietà

“Io resterò qua il più a lungo possibile, non mi riusciranno ad intimidire”. Era quello che la comunità balestratese voleva sentirsi dire. E il comandante di stazione dei carabinieri lo ha fatto con quell’enfasi e quella sicurezza di uomo che non si piega neanche di fronte a vere e proprie intimidazioni. Resterà saldamente con i piedi in quella piccola caserma che da tre anni dirige nonostante il grave episodio che nella notte tra domenica e lunedì scorso lo ha visto protagonista con l’attentato incendiario ai danni dell’auto di sua proprietà posteggiata a due passi dalla caserma. Questa mattina è stato organizzato in suo sostegno un sit-in davanti la Stazione dell’Arma: Monteleone, affiancato dal comandante del Gruppo Monreale Pierluigi Solazzo, ha accolto associazioni, movimenti, scuole, istituzioni e politici. Tutti gli hanno voluto stringere la mano per far sentire il loro affetto:

In paese è palpabile la paura ma anche la voglia di respingere qualsiasi attacco della criminalità. Al di là di quest’ultimo gravissimo attacco alle istituzioni negli ultimi anni si sono susseguiti una serie di attentati incendiari che hanno colpito politici, imprenditori, commercianti, operai e semplici cittadini. Una lunga scia di fuoco che ha scosso la tranquilla comunità marinara. Proprio per questo motivo si è costituito un comitato cittadino a Balestrate che ha voluto organizzare questa manifestazione:

Le istituzioni locali dal canto loro non nascondono la loro preoccupazione. In particolare questa scia di attentati incendiari ha avuto una sua recrudescenza con il contemporaneo completamento dei lavori del porto di Balestrate, un’opera costata 30 milioni di euro e su cui la Procura di Palermo ha accertato l’interessamento della mafia, tanto che nel 2012 ci fu un’indagine che fede emergere l’utilizzo di cemento depotenziato da parte di una ditta in odor di mafia che lavorò all’interno del cantiere. Tra questa indagine e una serie di problematiche burocratiche la struttura ancora oggi non è entrata in funzione anche se sembra oramai una questione di giorni. Forse non è proprio un caso che tra la serie di attentati con il fuoco ci fu anche quello di una grande azienda di vendita di barche e gommoni negli anni scorsi.

 

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