Artale, restituite quote “Regia Corte” a moglie e figlio. Baglio resta in amministrazione giudiziaria

Il Baglio Regia Corte

Non ci sarebbero probabilità dell’effettiva consumazione del reato di intestazione fittizia di beni. Mancherebbe quindi il cosiddetto fumus. Con queste motivazioni il tribunale del riesame ha disposto l’annullamento del sequestro preventivo ai danni degli alcamesi Silvana Tognetti e Vincenzo Artale, madre e figlio di 53 e 32 anni, delle loro quote nelle società “Regia Corte” e “Turismo e  Servizi sas”. L’elegante e molto gettonata sala-banchetti che sorge al confine fra i territori di Alcamo e Partinico resta però in amministrazione giudiziaria perché la centro di un altro processo che vede imputato il marito della Tognetti nonché padre di Vincenzo, l’imprenditore alcamese Giuseppe Artale, l’ex re dei casalinghi, accusato di bancarotta fraudolenta. Il 57 venne arrestato dalla Guardia di Finanza il 6 marzo dello scorso anno e rimesso in libertà dopo una ventina di giorni.

Il fondatore, assieme al fratello Enzo, dei Magazzini Gea e poi divenuto nel 2009 anche proprietario delle due principali squadre alcamesi di basket, è ritenuto dagli inquirenti responsabile della commissione di diversi illeciti, tra i quali reati fallimentari, distruzione ed occultamento di documentazione contabile ed altre violazioni alla normativa fiscale, frode in commercio e contraffazione marchi. Per questo, perché ritenuto socialmente pericoloso, due mesi fa vennero apposti i sigilli a 5 società, 15 fabbricati, 13 terreni, 6 veicoli e 9 conti correnti.

Nel patrimonio sequestrato anche il Baglio Regia Corte che rimane quindi affidato all’amministratore giudiziario Rosario Candela nonostante le quote di Regia Corte e Turismo e Servizi siano state restituite a Silvana Tognetti e Vincenzo Artale. La prima delle due società era stata ceduta a madre e figlio proprio dai fratelli Giuseppe ed Enzo Artale. La donna e il figlio, difesi dagli avvocati Giuseppe Sceusa e Sebastiano Calvaruso, secondo il tribunale del riesame non sarebbero responsabili di intestazione fittizia di queste quote societarie. I due restano comunque indagati. Giovedì 25 giugno è invece fissata l’udienza che tratterà le misure di prevenzione a carico di Giuseppe Artale.