Arrestati due fratelli, i pastori La Puma di Borgetto. Intimidazioni e varie minacce

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Custodia cautelare in carcere e arresti domiciliari con uso del braccialetto elettronico: queste le misure cautelari emesse dalla Procura del Tribunale di Palermo nei confronti dei pastori Salvatore e Giuseppe La Puma, fratelli, di origine belicina di 44 e 33 anni, residenti a Borgetto. Il primo con precedenti di polizia a l’altro pregiudicato, erano stati accusati di atti persecutori perpetrati nei confronti di un 49enne e della sua famiglia.

I due fratelli si sarebbero resi protagonisti di inseguimenti, speronamenti, atti intimidatori ai danni delle vittime. Tali azioni delittuose erano scaturite dalla rissa del 25 settembre scorso, quando, fra le strade di Borgetto, si scatenò una rissa fra le due fazioni familiari. Azioni violente che, in quell’occasione, portarono all’accoltellamento di due persone, una delle quali adesso arrestata. Fatti per i quali i due pastori vennero denunciati a piede libere.

Secondo le indagini investigative l’azione persecutoria portata avanti per circa due mesi dai due fratelli, avrebbe provocato, nelle vittime, un grave stato di ansia e di paura per la propria incolumità, inducendoli a non uscire più di casa o, addirittura, a farlo portando dietro una pistola e munizioni pronte per un eventuale utilizzo.

Fatto per cui era scattato anche un arresto in flagranza di reato da parte dei carabinieri. Salvatore La Puma era già noto alla cronaca per essere stato accusato, insieme al padre, di appartenere alla famiglia mafiosa di Sambuca di Sicilia e coinvolto nel controllo illecito di attività economiche, atti intimidatori tramite incendi e danneggiamenti a scopo anche estorsivo. Fatti per i quali venne condannato a 6 anni di reclusione.