Annullata la confisca dei beni al castelvetranese Carmelo Patti, ex patron della Valtur

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La direzione investigativa antimafia di Palermo eseguì, nel luglio del 2018,  un decreto di sequestro e confisca, emesso dal Tribunale di Trapani su proposta del direttore nazionale della Dia, nei confronti degli eredi dell’imprenditore Carmelo Patti, originario di Castelvetrano, ex proprietario della Valtur, Carmelo Patti è deceduto il 25 gennaio 2016.

Il procedimento – che la Dia definì “uno dei più rilevanti nella storia giudiziaria italiana” ha riguardato un patrimonio stimato in oltre un miliardo e mezzo di euro e avrebbe disvelato, dissero allora gli investigatori, interessi economici riferibili alla famiglia mafiosa di Castelvetrano, guidata da Matteo Messina Denaro. Tra i beni confiscati vi sono resort turistici, beni della vecchia Valtur, un’imbarcazione di 21 metri, appezzamenti di terreno, immobili e 25 società. Camelo Patti per anni è stato indicato dagli inquirenti come uno dei prestanome di Matteo Messina Denaro.

Ora però la Corte di Appello di Palermo, sezione misure di prevenzione, ha annullato il decreto del Tribunale di Trapani che, nel luglio del 2018, aveva disposto la confisca dei beni dell’ex patron della Valtur» Carmelo Patti, nel frattempo deceduto. La Corte ha escluso che Patti abbia avuto nel corso della sua attività rapporti di «vicinanza» con l’associazione mafiosa. L’imprenditore era difeso dagli avvocati Francesco Bertorotta, Roberto Tricoli, Raffaele Bonsignore, Angelo Mangione, Marco Antonio Dal Ben e Giuseppe Carteni. Carmelo Patti, morto a 81 anni, 3 figli, era cavaliere del lavoro e prima dei guai giudiziari, soprattutto con accuse di rapporti con la mafia, era uno stimato e ricchissimo industriale. Cominciò la sua scalata nell’imprenditoria da venditore ambulante fino ad arrivare a possedere un notevole patrimonio, La Corte d’appello con la sentenza di annullamento della confisca ha determinato la liceità dell’attività di Carmelo Patti che creò, fra l’altro, il gruppo dei villaggi vacanze Valtur e divenne uno dei primi in Italia. Il sequestro poi portò all’amministrazione giudiziaria e alla crisi della Valtur, al fallimento e alla vendita del marchio.