Amministrative, a Borgetto tre in corsa come il 2019. Santoro, Pirreca e Davì

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Saranno tre, tranne novità dell’ultim’ora, i candidati a sindaco per le elezioni amministrative in programma, a Borgetto, 9 e 10 giugno prossimi. Il condizionale è d’obbligo perché in un piccolo centro, come quello borgettano, non è facile reperire 12 candidati per il consiglio comunali e quattro potenziali assessori. Tre in corsa, quindi, esattamente come cinque anni fa, nel 2019, quando il sindaco uscente Luigi Garofalo superò Anna Maria Caruso e Marco Briguglio. Soltanto uno di tre potenziali primi cittadini ha già presentato candidatura, simbolo e lista. Si tratta di Alessandro Santoro, attuale presidente del consiglio comunale ed autore principale del salvataggio di Garofalo dalla mozione di sfiducia. La candidatura di Santoro, che ha presentato la lista ‘Primavera Borgettana’, ha causato una fragorosa frattura con il primo cittadino in carica. Il presidente del consiglio comunale sarà sostenuto da PD e Movimento 5 Stelle ma anche da alcuni pezzi del centro-destra. soprattutto di Forza Italia. Anche i concorrenti, che però ancora dovranno presentare uomini e simboli, sono politici abbastanza navigati o sostenuti da esperti ex amministratori comunali. In corsa per sindaco di Borgetto, con un raggruppamento che sembra libero dai partiti, Pino Pirreca, 73 anni, ex sindaco democristiano, in carica per poco più di un anno a cavallo fra 1989 e 1990. Pirreca, in vista del suo ritorno in politica, ha fondato lo scorso mese di febbraio il Comitato Civico “Democrazia e Sviluppo – Per Borgetto”, gruppo nato per creare una coalizione in alternativa all’attuale amministrazione Garofalo. Il terzo candidato in corsa per la poltrona più ambita del comune di Borgetto è il fratello di un altro ex sindaco ed ex assessore nei primi tre anni dell’attuale esecutivo. Si Tratta di Roberto Davì, fratello di Giuseppe che ha guidato il comune borgettano dal 2008 al 2013. L’attuale candidato a sindaco sarebbe sostenuto soprattutto dalla DC di Cuffaro e da buona parte di Fratelli d’Italia. Non si sa, invece, dove si piazzerà l’uscente Luigi Garofalo ma certamente non al fianco di Santoro dal quale si è sentito profondamente tradito.