Amarcord acqua

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    di Antonio Pignatiello

     

    Potremmo essere in un anno della Repubblica del dopoguerra a scelta. Il sessantasette, il settantatre, l’ottantacinque, magari ancora più indietro, il cinquantanove ma il servizio potrebbe essere simile al di là di qualche piccola novità. Ad Alcamo, come in gran parte della Sicilia che non sia Palermo o un capoluogo di provincia, l’acqua per i cittadini ha turni di sette, otto, a volte anche dieci giorni.

    E si potrebbe dire come allora che non piove, che le condutture sono fatiscenti, che ci sono state frane, problemi. E che l’acqua si compra con le autobotti, che si potrebbero cercare nuove fonti  o scavare di qua e di là perché studi geologici direbbero che l’acqua in Sicilia, sotto terra, c’è. Un po’ ovunque. Tranne che dai rubinetti.

    E’ lunga la storia degli alcamesi che han fatto da sé le cisterne a casa, sotto e sopra le proprie case, con le autoclavi personali per avere per un paio d’ore l’acqua distribuita. Per bere si compra però, l’acqua che arriva servirà per pulire, forse nemmeno per mangiare.

     

    Le responsabilità ormai non si contano più, probabilmente sono di tutti, cittadini compresi. Regione, Comuni, Enti, politici, amministratori, cittadini, non sanno più ognuno a chi passare la palla se non alla fine che piove poco o niente ma ormai si sa che non è questo il problema. Lo sanno tutti. Inutile forse dirla ancora la notizia che l’acqua ritarda, con dispiaceri di nuovi amministratori che ereditano situazioni pregresse e mai risolte, lo sanno i cittadini che hanno tutti il numero per l’autobotte che ovviamente costa e in tempi di crisi la spesa diventa anche più pesante, lo sanno i politici che conoscono bene cosa hanno fatto e cosa non hanno fatto, lo sanno soprattutto coloro che lavorano nelle campagne per la loro agricoltura, le aziende, le famiglie, tutti insomma sanno di un fallimento totale ed epocale e senza sconti per nessuno.

     

    L’acqua tornerà forse entro la prossima primavera con turni accettabili, migliorerà di sicuro nei prossimi giorni quando per Alcamo saranno sanate le rotture, i guasti, per poi magari avere altri problemi. Non hanno funzionato le nuove ricerche, le nuove fonti, non ha funzionato l’acqua del mare, non ha funzionato una sola, che sia stata una, promessa di risolvere il problema. Il problema rimane eterno come tanti altri, quasi in modo ormai dato per scontato, come se la vera notizia ala fine non sarà più che l’acqua manca o ritarda o è poca ma che c’è.