Alga tossica, tasso elevato a Sferracavallo. Limiti ok a Terrasini e Isola

0
203

La stagione balneare scorsa, in diversi tratti di mare del palermitano era stata tormentata anche dalla presenza di batteri fecali in acqua. Un problema che quest’anno appare risolto. Ne spunta invece un altro e stavolta di origini naturali. La presenza della temibile ‘alga tossica’. Nel mare alle porte di Palermo, dal lato ovest, la presenza è già elevata e quindi gli organi preposti hanno diramato il divieto di balneazione dopo le analisi effettuate dall’Arpa lo scorso 17 giugno. La concentrazione di “ostreopsis ovata”, questo il nome scientifico dell’alga tossica, era di 150.620 cellule per litro, valore di ben cinque volte superiore al limite massimo previsto: 30.000 per ogni litro di acqua marina. Un fenomeno, che si ripresenta spesso ma che riesce anche a rientrare in tempi rapidi, che è di assoluta causa naturale. Non c’entra nulla l’inquinamento del mare. Per fortuna le cose vanno meglio nel mare della zona occidentale della provincia di Palermo e in quello limitrofo del trapanese. Non è stato infatti riscontrato alcun valore oltre il limite, almeno nei luoghi in cui l’Arpa ha prelevato i campioni. Basse le concentrazioni di ostreopsis ovata anche a Cala Rossa a Terrasini (720 cellule per litro). Un po’ più alte le cifre, ma sempre ben al di sotto della soglia di rischio, nei pressi del molo di Trappeto (2.560 cellule) e ancora più elevate a costa corsara di Isola delle Femmine dove le cellule di alga tossica sono presenti in 6.560 per ogni litro di acqua marina. Ma che cos’è l’alga tossica e cosa può causare all’essere umano? Si tratta, secondo l’Istituto superiore di Sanità, “di un’alga unicellulare potenzialmente tossica che solitamente vive sulla superficie delle macroalghe rosse e brune presenti sul fondo del mare”. “La proliferazione di microalghe anche alle nostre latitudini è legata essenzialmente a fattori climatici: condizioni meteo-marine stabili moto ondoso ridotto, elevata temperatura dell’acqua, alta pressione atmosferica”.  L’intossicazione da questo tipo d’alga più diffusa è quella dovuta a “inalazione delle goccioline marine contenenti frammenti di cellule di alghe marine o tossine: i sintomi, che in genere si presentano a distanza di 2-6 ore, sono febbre alta, mal di gola, tosse, dispnea, cefalea, nausea, rinorrea, congiuntivite e lacrimazione, vomito e dermatite”. In genere tutto passa spontaneamente entro due giorni. Se però i malesseri causati dall’alga tossica dovessero essere eccessivi, ci si può rivolgere alla guardia medica.