Alcamo-Vandalismo al parco suburbano, individuati i responsabili

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Sono stati individuati i quattro responsabili che hanno vandalizzato nella serata dello scorso 2 gennaio il parco suburbano. A riuscire a risalire alla loro identità il commissariato della città che ha analizzato, con la collaborazione del comando di polizia municipale, le immagini della videosorveglianza installata in zona. Si tratta di minorenni, come già si era ampiamente visto dalle immagini riprese, tutti compresi tra i 14 ed i 16 anni. Nel video si vedevano chiaramente i ragazzi sfondare la porta di una delle casette di legno poste nell’atrio del parco, un altro ancora invece si è arrampicato sul tetto di un’altra casetta di legno. E poi si sentiva una ragazza emettere urla impressionanti mentre alcuni si notavano con delle bottiglie in mano. Convocati in commissariato i quattro hanno ammesso le loro responsabilità mostrandosi anche pentiti. Proprio per questo motivo Gianni Gervasi, presidente della Laurus, l’associazione che ha in gestione il parco suburbano, ha deciso di ritirare la denuncia per danneggiamento che aveva presentato a suo tempo alla polizia. Ha infatti strappato la promessa ai ragazzi che sconteranno la loro “pena”, se così si può definire, svolgendo proprio all’interno del parco attività socialmente utili. Faranno quindi dei lavoretti che serviranno a rendere pulita l’area ed a renderla più accogliente ai visitatori. In questo modo i minorenni riusciranno ad evitare un procedimento penale che avrebbe avuto sicuramente i suoi strascichi anche in futuro. Il problema del fenomeno del vandalismo è molto sentito ad Alcamo. Tantissimi nel tempo gli episodi che si sono verificati, con danni al patrimonio pubblico ed anche a quello privato. La recente messa in funzione delle telecamere di videosorveglianza (50 in tutto che si uniscono alle 20 già installate da tempo) si spera possa riuscire a fare da deterrente. In questo caso gli occhi elettronici si sono rivelati uno strumento fondamentale e non solo in chiave di identificazione dei responsabili ma soprattutto per il processo educativo che so è riuscito ad innescare. Casi simili si sono verificati ad esempio al Collegio dei gesuiti in più occasioni, dove sono stati imbrattati muri, danneggiati gazebo e anche mandati in frantumi la porta d’ingresso in vetro della biblioteca. Casi tutt’altro che isolati che destano una certa preoccupazione soprattutto perché mettono in evidenza una pericolosa devianza tra i giovanissimi.