Alcamo-Topi d’appartamento arrestati, ne faceva parte anche una ragazzina

Appena maggiorenne eppure già è divenuta un topo di appartamento. A farle da “maestri” due tunisini più esperti, entrambi pregiudicati. Avevano costituito una vera e propria banda la cui “ascesa” criminale ad Alcamo però è stata interrotta questa notte. Tutti e tre sono finiti in manette per mano dei carabinieri della Compagnia cittadina, guidati dal capitano Savino Capodivento: l’accusa è di “furto aggravato”. In pratica, secondo quanto hanno ricostruito i militari dell’Arma, la banda aveva progettato di mettere a segno una serie di furti all’interno di alcune abitazioni del centro storico alcamese. Il giochetto però non gli è riuscito perché non sono stati in grado di avere un passo felpato: la loro mano pesante ed il frastuono creato ha finito per attirare su di loro l’attenzione. Sono così finiti in manette l’alcamese Elisabetta Lo Presti, appena diciottenne, e i tunisini Mohamed Bouglita e Salah Beji, rispettivamente di 35 e 40 anni. I tre hanno pagato a caro prezzo il rumore generato nel tentativo di entrare al piano terra di una palazzina: il proprietario, che si trovava al piano superiore, sentendo questo frastuono nel cuore della notte, si è insospettito ed impaurito allo stesso tempo: proprio per questo motivo ha quindi deciso di chiamare i carabinieri che nell’arco di pochissimi minuti sono giunti sul posto. I militari riuscivano a fermare i tre malviventi sorpresi mentre erano intenti a rubare vari attrezzi ed utensili da lavoro dal garage dell’abitazione. Uno di loro ha anche accennato ad una fuga che però è stata immediatamente repressa sul nascere dagli stessi carabinieri. Per tutti è arrivata la convalida dell’arresto nell’udienza al tribunale: Bouglita e Beji sono finiti agli arresti domiciliari mentre la Lo Presti è stata sottoposta all’obbligo di dimora. Salgono in tutto a cinque, in meno di una settimana, gli arresti che sono stati eseguiti dagli uomini dell’aliquota radiomobile della compagnia di Alcamo, al comando del maresciallo Salvatore Angelini. Non solo furti e reati contro il patrimonio ma le operazioni organizzate hanno anche riguardato il contrasto allo spaccio di droga.