Alcamo-Terreni a rischio incendi, raffica di multe: pugno duro del sindaco

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Parte la prima raffica di multe ad Alcamo per la mancata pulizia dei terreni in base all’ultima ordinanza emanata poco prima del periodo estivo dall’oramai ex commissario straordinario del Comune Giovanni Arnone. In questi giorni sono stati completati gli accertamenti per le prime 13 multe salatissime scattate su disposizione del comando di polizia municipale. Gli illeciti sono stati riscontrati tra le vie Bambina e Monte Bonifato, sulla statale 119, e nelle contrade Tre Noci, San Nicola, Calatubo e Gammara. Ad essere state elevate multe per 450 euro ciascuna per non avere bonificato il terreno di proprietà con grave rischio quindi di incendi. Le infrazioni sono state commesse in 11 casi da alcamesi, in altri due da un uomo residente a Cinisi e dal titolare di una impresa di Castellammare del Golfo. Ora per loro è scattato il conto alla rovescia: il sindaco Domenico Surdi ha emanato un’ordinanza che impone la pulizia del terreno entro 15 giorni, altrimenti interverrà in via sostitutiva il Comune accreditando le spese a carico quindi del titolare del terreno. Si conferma quindi ad Alcamo il pericolosissimo fenomeno collegato proprio a questa infrazione: il terreno stracolmo di erbacce secche è infatti un rischio elevatissimo di focolai di incendi che possono portare anche a conseguenze disastrose se si propagano. Un lavoro certosino quello dei caschi bianchi, guidati dal vicecomandante Giuseppe Fazio, che hanno setacciato praticamente le periferie più a rischio nel corso dell’estate. Per i vigili urbani un lavoro per nulla facile da portare a termine e che per questo ha comportato un protrarsi delle pratiche. Infatti sono state effettuate delle verifiche di particelle catastali per risalire al proprietario dell’appezzamento di terreno, situazione per nulla facile anche perché si devono affrontare ostacoli di natura burocratica. Queste verifiche sono state frutto dell’impegno del Comune sul fronte del contrasto all’emergenza incendi che in questi ultimi anni ha visto dispiegare mezzi e uomini non solo della protezione civile ma anche di altre istituzioni e soprattutto dell’associazionismo e del volontariato. In particolare è stato organizzato un importante monitoraggio dell’area pedemontana del Monte Bonifato a rischio incendio per il periodo estivo. In passato proprio l’area pedemontana è stata interessata da incendi che hanno depauperato parte del patrimonio boschivo, della macchia mediterranea, con pregiudizio all’equilibrio selvo-faunistico e ambientale. L’evento più disastroso avvenne nel settembre del 2012 quando andarono distrutti diversi ettari di macchia mediterranea e quasi tutto il promontorio fu ridotto in cenere. Ancora oggi si sta cercando di ricostruire quell’enorme polmone verde fra iniziative di ripiantumazione da parte delle scuole, delle associazioni e della forestale. Come nella stragrande maggioranza dei casi questo tipo di incendi sono appiccati da piromani.