Alcamo-Tentato omicidio, assolto vigile del fuoco

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Assolto perché nel momento in cui stava per compiere un insano gesto non era capace di intendere e di volere. Con questa formula il gup del tribunale di Trapani, Lucia Fontana ha assolto ieri, col rito abbreviato, il vigile del fuoco Vincenzo Aprile, che sette mesi fa aggredì la moglie, che accortasi che il marito stava per commettere un insano gesto con il suo intervento riuscì a scongiurare che potesse portare a compimento la sua azione. La donna per fortuna venne sfiorata solo da alcuni colpi inferti con un coltello. Durante il trambusto le grida, provenienti da un appartamento nella via delle Magnolie di Alcamo, allertarono una poliziotta del commissariato di Alcamo, fuori servizio, che grazie al suo intervento riuscì a riportare la situazione sotto controllo. Il gup ha accolto la tesi dell’avvocato difensore Antonino Vallone, che ha prodotto diverse memorie difensive tra le quali perizie mediche e psichiatriche che attestarono che nel momento in  cui si stava consumando il dramma Vincenzo Aprile, accusato di tentato omicidio aggravato nei confronti della moglie, non era capace di intendere e di volere. La moglie infermiera che lavora in un ospedale di Palermo, è stata sempre vicina al marito. Durante il dibattimento è emerso quanto accertò la polizia nell’immediatezza del fatto. E cioè che l’uomo, che presta servizio nella caserma dei vigili del fuoco di Punta Raisi, da un anno soffriva un forte stato di disagio nell’ambiente di lavoro per contrasti anche con un sindacalista e pare che si sentisse perseguitato. La posizione giudiziaria di Aprile, che è stato ricoverato in una struttura di Sciacca, probabilmente si è alleggerita di molto, grazie anche alle dichiarazioni della moglie a favore del marito imputato. Ora è arrivata l’assoluzione.