Alcamo, tavolata dell’integrazione in corso VI Aprile: più di mille partecipanti

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Più di mille piatti serviti alla tavolata del Mediterraneo di pace che ha colorato  ieri sera il cuore del centro storico della città. Con loro 39 associazioni e 19 sponsor e tra i commensali la presenza del vescovo di Trapani, monsignor Pietro Maria Fragnelli. Una bella risposta in termini di partecipazione da parte della città che come altrove in questo periodo storico sta subendo i contraccolpi di una difficile integrazione che è frutto soprattutto di campagne di odio condite da fake news e da politiche che lasciano molto a desiderare.

In questo clima di alta tensione c’è chi, con l’iniziativa di ieri, ha voluto lanciare messaggi distensivi facendo vedere la faccia bella di una città che invece crede nell’integrazione fra i popoli e non guarda al colore della pelle. Alcamo sicuramente è una città di accoglienza se si considera che al 31 dicembre del 2017 qui risulta essere residenti oltre 2 mila stranieri secondo i dati Istat, vale a dire il 4,5 per cento del totale della popolazione, con le comunità rumene, marocchine e tunisine tra quelle più presenti in quanto rappresentano il 75 per cento del totale.

“Sarà una tavola difficile da ignorare, – affermano gli organizzatori – perché con i suoi colori, lingue e sapori diversi, ha offerto la  festosa testimonianza di una integrazione possibile. Ieri sera ad Alcamo in centinaia si sono seduti alla lunga tavolata di Mediterraneo di pace, la sigla che con l’adesione di cittadini, associazioni, movimenti, ha organizzato e realizzato l’iniziativa”.

Seduti insieme africani, maghrebini, romeni, bengalesi, pachistani e ovviamente gli alcamesi: tutti hanno condiviso i piatti della tradizione locale e quelli delle comunità straniere, offerti dai tanti sostenitori della manifestazione. Un clima gioioso che ha contagiato  passanti, commensali, organizzatori, uniti in un abbraccio ideale fra chi ritiene intollerabile qualsiasi  discriminazione.

Presente anche il vescovo di Trapani, che a fine serata, ha portato il proprio saluto, ribadendo così la propria vicinanza a chi si impegna a difesa dei valori della solidarietà e della fratellanza. A nome degli immigrati è intervenuto Kamel Karkouri, che ha ricordato quanto la Sicilia abbia sofferto per la propria storia di emigrazione e oggi, diventata terra di approdo, non possa voltare le spalle a chi la raggiunge in cerca di una vita migliore.

Qualche mugugno invece per l’assenza dell’amministrazione comunale: seppur senza alcun invito formale evidentemente gli organizzatori aspettavano comunque una loro rappresentanza. Aspettativa però delusa. Chissà che dietro non possa esserci anche l’imbarazzo legato al fatto che il Movimento 5 Stelle a livello nazionale governa al fianco della Lega di Salvini.