Alcamo-Tassa sui rifiuti: la beffa del codice  Iban errato

0
490

Chi sostiene che dell’immunità godano solo i parlamentari può essere facilmente smentito. Infatti ad Alcamo c’è una categoria che raramente paga: impiegati comunali, perché ad Alcamo a pagare sono solo i cittadini. E’ questa la paradossale vicende che emerge dal comunicato stampa di ieri 26 novembre. Il Comune si è affrettato a far sapere, francamente diciamo noi con ritardo, che “la comunicazione inviata agli utenti riporta un codice Iban errato, relativi agli avvisi di pagamento sulla tassa sui rifiuti, Tari, 2015”. In pratica, ma sembra che siano una minima parte, coloro i quali hanno utilizzato il codice Iban per i versamenti probabilmente avranno fatto felice qualche ignara persona che si è stropicciata gli occhi quando ha visto che il suo conto era notevolmente aumentato. Scherzi a parte la vicenda del codice Iban errato, nessun problema per chi ha pagato con l’F 24, è forse l’ennesima testimonianza dello stato confusionale che rega al Comune. “Nessun problema –ribattono al Comune – perché ci sarà il rimborso”. Intanto tantissimi alcamesi non sanno a chi hanno inviato i soldi e per dirla con il grande Totò : “E io pago”:  Insomma pagare e sorridere. Al Comune si affrettano a dire che saranno comminate sanzioni a quegli impiegati che hanno sbagliato facendo fare una bruttissima figura ad un Ente, quello alcamese, in totale abbandono e di esempi ne potremmo citare a iosa: movida selvaggia senza regole che sta distruggendo il centro storico provocando disagi agli abitanti tra l’indifferenza della politica e delle autorità. Illegalità diffuse e per citare un esempio le occupazioni di marciapiedi per varie attività. Strade piene di buche e decine di perdite di acqua mentre al cimitero Santissimo Crocifisso le bare galleggiano e così via. Ora la ciliegina sulla torta, ma forse non sarà l’ultima: ovvero il codice Iban errato al quale hanno fatto riferimento tanti alcamesi per pagare la tassa dei rifiuti. Speriamo che l’Agenzia delle entrate non si presentino con un conto già pagato ma che a loro non risulta sollecitando anche gli interessi. E non basterebbe all’utente riferire delle scuse del Comune perché l’Agenzia delle entrate e durissima con gli evasori, che in  questo caso non lo sono.