Alcamo: sepolture cimitero, tutto alla Procura

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Alla Procura di Trapani tutti gli atti relativi ai lavori in itinere per la realizzazione di altre sepolture al cimitero. La richiesta formale è stata avanzata dal consigliere comunale Alessandro Calvaruso che nella seduta di ieri sera ha contestato, insieme ad altri esponenti del civico consesso, il provvedimento dell’amministrazione comunale di procedere all’avvio dei lavori di realizzazione delle sepolture. Lavori avviati con procedura di somma urgenza per l’esaurimento delle sepolture che hanno costretto al deposito in camera mortuaria di diverse bare (si è arrivati ad oltre una ventina). A questa emergenza si è giunti per una consolidata cultura tipica degli alcamesi. Ieri sera si è innescato un conflitto di competenze. Da una parte alcuni consiglieri, prima Ignazio Caldarella e poi Calvaruso in primis, che hanno evidenziato come il provvedimento di variante al piano regolatore cimiteriale, posto in essere per permettere i lavori di realizzazione di altre sepolture, fosse di competenza del consiglio comunale e che necessitava di una vera e propria variante al piano regolatore generale; dall’altra però la dirigente Parrino e l’amministrazione comunale che hanno invece evidenziato come non ci fosse alcuna modifica urbanistica e di ratifica in seno all’assise. Decisione che ha fatto scaturire accesissime discussioni, con addirittura il consigliere di maggioranza Pasquale Raneri ad accusare l’amministrazione di “incompetenza” e di “inadeguata giunta rispetto ai problemi della città”. L’emergenza in realtà sarebbe esplosa, secondo quanto relazionato dal tecnico comunale, a causa di un aumento dei decessi. Secondo quanto calcolato dal Comune statisticamente c’è stata soprattutto nell’arco di una sola settimana ad aprile un’impennata di morti, ben 20, condizione che ha messo in crisi il Comune e costretto al deposito delle bare. Durissima la reazione di Calvaruso che ha parlato anche di danno erariale dal momento che le nuove sepolture andrebbero a realizzarsi sopra la rete fognaria costata oltre 100 mila euro e che diverrà quindi inutilizzabile. Per di più ha evidenziato anche una difformità tra il progetto presentato in delibera dalla giunta e i lavori effettivamente realizzati, motivo per cui per lo stesso consigliere si tratterebbe di une vera e propria sanatoria. Alla fine la delibera è stata approvata con i voti della sola maggioranza mentre sono stati bocciati tutti gli emendamenti di Caldarella ritenuti tecnicamente inaccettabili perché avrebbero apportato modifiche al progetto e quindi avrebbe necessitato di una vera e propria variante.

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