Alcamo-Rischio incendio terreni, morosi nella tagliola dell’Agenzia delle entrate

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Non avevano messo in sicurezza il proprio terreno trasformandolo in un rischio potenziale di incendio. Multati oramai 5 anni fa non hanno neanche pagato quanto dovuto al Comune per l’infrazione commessa. Sono i proprietari dei fondi lasciati abbandonati e che sono finiti nel mirino dei controlli a tappeto che oramai da anni porta avanti il comando della polizia municipale nell’ottica delle prevenzione contro gli incendi che nel tempo hanno devastato soprattutto il Monte Bonifato. Per loro però è finito il tempo di temporeggiare, magari nella speranza di farla franca grazie anche alla prescrizione dopo 5 anni. Il Comune, infatti, ha approvato l’elenco dei morosi e adesso per loro è arrivata la tagliola da parte dell’Agenzia delle entrate che ha iscritto a ruolo chi non ha pagato procedendo quindi alla riscossione coattiva, che vuol dire anche tutto ciò che comporta: nei casi di recidiva si procede infatti al recupero forzoso del credito anche attraverso il pignoramento dei beni mobili o immobili. In questa fase è scattata la prima verifica sull’anno 2013 che riguarda all’incirca una ventina di morosi, all’incirca poco meno del 50 per cento di coloro che vennero all’epoca multati. Ad essere recuperati per questa annata poco più di 6 mila euro. Adesso sono scattati i 60 giorni per chi non ha pagato le multe: se scadrà anche quest’altro avviso automaticamente l’agenzia procederà al pignoramento. A breve arriverà anche l’altra tranche relativa ai morosi del 2014. Per l’esattezza sono ben 52 tra il 2013 e il 2014 le multe non pagate, quindi per un mancato introito di 23 mila e 400 euro per il Comune, al netto ora dell’aggiunta di more, notifiche e sanzioni. Ma in questo caso non sono assolutamente gli incassi a premere al Comune quanto la necessità che queste sanzioni possano finalmente indurre i proprietari di terreni incolti e abbandonati a effettuare una pulizia e bonifica del proprio appezzamento per evitare il rischio di incendi specie nel periodo estivo. Le multe non pagate riguardano i titolari di terreno che insistono tra la statale 119, le contrade Tre Noci, Alcamo lato est, Montagna, Calatubo, San Nicola, Sant’Anna, Catanese, Costa e Furchi, e le vie Kennedy, Evola, Tomasi di Lampedusa, Schifani, Milicia, Tornamira, San Leonardo e Monsignor Tommaso Papa. I controlli stringenti sulla mancata pulizia dei terreni privati è partito diversi anni fa ad Alcamo per contrastare il fenomeno dell’emergenza incendi. Sotto questo aspetto la polizia municipale ha effettuato un lavoro certosino in questi anni setacciando praticamente le periferie più a rischio. Per i vigili urbani un lavoro per nulla facile da portare a termine: infatti sono state effettuate delle verifiche di particelle catastali per risalire al proprietario dell’appezzamento di terreno, situazione per nulla facile anche perché si devono affrontare ostacoli di natura burocratica. Queste verifiche sono state frutto dell’impegno del Comune sul fronte del contrasto all’emergenza incendi che in questi ultimi anni ha visto dispiegare mezzi e uomini non solo della protezione civile ma anche di altre istituzioni e soprattutto dell’associazionismo e del volontariato. In particolare è stato organizzato un importante monitoraggio dell’area pedemontana del Monte Bonifato a rischio incendio per il periodo estivo. In passato proprio l’area pedemontana è stata interessata da incendi che hanno depauperato parte del patrimonio boschivo, della macchia mediterranea, con pregiudizio all’equilibrio selvo-faunistico e ambientale. L’evento più disastroso avvenne nel settembre del 2012 quando andarono distrutti diversi ettari di macchia mediterranea e quasi tutto il promontorio fu ridotto in cenere.