Alcamo: recupero Cuba delle rose, al via l’appalto

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Verso il recupero di uno dei pezzi più importanti della storia alcamese, la Cuba delle Rose. Oggi l’apertura della gara d’appalto per la riqualificazione della fonte di approvvigionamento idrico dell’antico maniero, ovvero la cosiddetta “Cuba delle Rose”, a 300 metri dal lato nord-ovest del castello. Il Comune ha previsto 215 mila euro circa per la riqualificazione e 200 mila per il restauro e il consolidamento della stessa struttura. Il sito in questione, per la cui ristrutturazione è stata prevista dall’amministrazione comunale a suo tempo una modifica al Piano Triennale delle Opere Pubbliche 2011-2013, è uno dei più suggestivi del territorio di proprietà del Comune. I fondi sono stati reperiti attraverso il Psr Sicilia 2007/2013 riguardante la misura della “tutela e della riqualificazione del patrimonio rurale”: “In questo modo – ha sostenuto il sindaco Sebastiano Bonventre – si è aggiunto un tassello architettonico degno di rilievo da un punto di vista non solo rurale ma in special modo culturale, così come riconosciuto anche dall’assessorato regionale dei Beni Culturali e Identità Siciliana”. Il progetto di restauro della Cuba delle Rose e quello della riqualificazione dell’area circostante, sono due progetti redatti dall’Ufficio tecnico comunale, dall’Ingegnere Anna Parrino, responsabile unico dei progetti, dall’architetto Riccardo Faraci e dai geometri Gaetano Cusumano e Lidia Milazzo. Entrambi i progetti sono stati programmati dalla Giunta Bonventre e nascono sulla scia del progetto di restauro del Castello di Calatubo, già redatto nel 2011 da un team di tecnici comunali e della Soprintendenza di Trapani. Siamo in presenza del recupero di uno dei beni architettonici unici nel suo genere in Sicilia. E’ infatti una delle poche costruzioni cosiddette “cube” ancora presenti in loco e che, come rileva la Sovrintendenza ai Beni Culturali, conserva alcune caratteristiche della forma dei “dammusi”, le tipiche costruzioni arabe, in siciliano “tetti”, con pianta quadrangolare sormontati da copertura a cupola usata per la raccolta delle acque piovane che alimentavano le cisterne. Si tratta quindi di un antico acquedotto arabo che molti anni fa portava l’acqua al castello di Calatubo: la fontana è formata da una camera interna dove c’è tutt’ ora dell’acqua, e dalla vasca situata all’esterno che è collegata alla camera.