Alcamo-Pulizia spiagge, per i finti malati dal Comune niente sconti

Precari e dipendenti finiscono di nuovo sotto l’occhio del ciclone al Comune di Alcamo. La storia è quella che oramai dal 2014 si ripete ad ogni vigilia di estate: alcuni di loro dovranno essere mandati a pulire le spiagge e non c’è di certo la fila per svolgere questa mansione. Tutt’altro semmai: c’è la corsa ai certificati medici per chiedere l’esonero. Ora siamo alla vigilia del nuovo reclutamento di personale che dovrà andare anche quest’anno a pulire le spiagge e seppur il commissario straordinario del Comune Giovanni Arnone sia agli sgoccioli del suo mandato non ha intenzione di concedere sconti o di lasciare necessariamente un bel ricordo di sé: “Ho già dato un preciso mandato al segretario generale del Comune Cristofaro Ricupati e al medico comunale competente – afferma Arnone – di essere rigorosi al massimo nella verifica delle inidoneità che eventualmente verranno prodotte. Ho notato che lo scorso anno sono usciti come funghi certificati medici di esonero e improvvise malattie di massa. Quest’anno non sarà così e per questo motivo che ho chiesto a chi di competenza che si facciano controlli stringenti. Pulire le spiagge non è certamente pesante come andare in miniera o lavorare in un’industria siderurgica, quindi non capisco queste inidoneità a cosa sono dovute”. Intanto i potenziali operai si aggrappano alla speranza che a rispondere all’avviso pubblico del commissario per la ricerca di associazioni che collaborino proprio alla pulizia delle spiagge siano in tanti: “Prima di distaccare nostro personale nelle spiagge – precisa Arnone – verificheremo quante associazioni risponderanno all’avviso che ho emanato nei giorni scorsi. Sulla base di queste disponibilità poi vedremo quanti operai comunali serviranno. Più saranno le associazioni meno chiaramente nostro personale sarà necessario. Una cosa è chiara: se non ci dovessero essere associazioni disponibili noi comunque dovremo assicurare il servizio. Non è possibile che con 800 lavoratori in servizio non siamo in grado di pulire le nostre spiagge, dovendo quindi ricorrere necessariamente ad una società esterna con costi non indifferenti”. Rispetto alla scelta di ricorrere al mondo dell’associazionismo, con un costo di quasi 5 mila euro preventivato a carico del Comune, il commissario giustifica così la scelta: “A fronte di una cifra così irrisoria – specifica Arnone – potremo contare su associazioni che effettueranno dei servizi aggiuntivi che il nostro personale non è in grado di svolgere”. Nell’avviso si parla in particolare di interventi di “pulizia, decoro e sicurezza”.