Alcamo, Pellerito torna in carcere

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ALCAMO – Tre anni e mezzo per falso. E’ arrivata la condanna definitiva per l’alcamese Pietro Pellerito, l’ex consigliere provinciale di Trapani dell’Udc e anche ex dipendente dell’ospedale “San Vito e Santo Spirito” di Alcamo. La Cassazione si è pronunciata in questo modo a conclusione del dibattimento: pena minore rispetto a quella che gli era stata inflitta in secondo grado due anni fa, quando gli furono inflitti 6 anni. I giudici della Cassazione evidentemente gli hanno riconosciuto delle attenuanti riducendo la pena di quasi il 50 pe cento. Ieri pomeriggio gli agenti del commissariato di Alcamo, in esecuzione della pena, hanno fatto scattare le manette ai polsi dell’ex esponente dello scudocrociato portandolo in carcere dove dovrà scontare la pena. L’accusa formulata per lui è di falso. L’ex consigliere provinciale, secondo l’accusa, avrebbe fatto sparire la certificazione rilasciata dal pronto soccorso dell’ospedale di Alcamo che attestava l’incidente sul lavoro di un operaio che però lavorava in nero alle dipendenze di un imprenditore mafioso, Liborio Pirrone, uomo organico alla potente famiglia mafiosa dei Melodia accusato di estorsione. Pirrone fu arrestato dopo che gli inquirenti scoprirono che in giro chiedeva il pizzo sostenendo dicendo che quella era “la tassa per la chiesa”. Dopo la condanna in primo grado Pellerito non solo non si dimise mai dall’incarico di consigliere provinciale, nonostante le sollecitazioni provenienti dai colleghi d’aula ma sostenendo di essere innocente, ma addirittura fu eletto presidente della commissione Lavori pubblici del consiglio provinciale. Soltanto dopo un lungo tira e molla decise di rimettere in mandato nel dicembre del 2012. Inutile dire che Pellerito è sempre stato un personaggio molto chiacchierato. Da quando partì l’inchiesta nei suoi confronti vi fu addirittura l’emissione da parte del tribunale di Trapani della sorveglianza speciale nei suoi confronti. Provvedimento che venne affibiato dopo che saltarono fuori delle intercettazioni telefoniche e ambientali di affiliati alla cosca alcamese che sottolineavano come l’ex consigliere provinciale fosse un personaggio “a disposizione”: “Se non era per lui eravamo rovinati” tra le frasi eloquenti intercettate. Gli inquirenti avrebbero anche sostenuto che lo stesso Pellerito era anche uomo a disposizione di molti familiari di detenuti per mafia ad Alcamo. Su di lui già si sono addensate nel passato delle pesanti ombre ma ne uscì pulito. Ha avuto infatti due precedenti per furto e il sospetto, rimasto per l’appunto tale e mai quindi provato, di avere aiutato due killer nel 1988 a commettere un omicidio di mafia in ospedale. All’epoca ad essere ucciso fu Rosolino Filippi, mafioso e che risultava iscritti negli elenchi della massoneria deviata della Iside 2 a Trapani: Pellerito per quel delitto fu arrestato e poi prosciolto.

 

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