Alcamo-Pc e monitor a valanga, il Comune sembra un ministero

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Un’infornata di acquisti tra il 2013 e il 2014 che ancora oggi fa tanto discutere. Ora però arrivano i dati ufficiali degli acquisti-fiume tecnologici fatti dal Comune di Alcamo in quei due anni, quando alla guida c’era il sindaco Sebastiano Bonventre, e sono numeri davvero da capogiro. Degni di uffici di livello ministeriale. Al municipio in quel biennio sono stati fatti qualcosa come ben 274 acquisti tra computer, ben 121, monitor, altri 113, gruppi di continuità, 24, e poi altra varia roba come hard disk, software, scanner, stampanti e tablet. Il conto è stato davvero salato: quasi 57 mila euro. Acquisiti che sono finiti in vari uffici: il record spetta alla Ragioneria dove sono arrivati 45 pezzi, a seguire i 22 della polizia municipale, i 21 dell’organizzazione del personale, i 17 dell’anagrafe, i 16 degli affari generali, i 15 delle politiche sociali e via via tutti gli altri uffici. Effettivamente i numeri appaiono davvero mastodontici se si considera l’ampiezza di un Comune come quello di Alcamo: come è possibile che ci siano state ben 121 postazioni di pc nuove? Si ipotizza che questi nuovi computer si vadano ad aggiungere ad altri già in dotazione ed ancora funzionanti. E allora viene da chiedersi: ma quante scrivanie esistono nelle varie sedi distaccate del municipio? Evidentemente tante, molte di più di quelle che si possono immaginare. Situazione che più volte ha già denunciato il consigliere comunale Alessandro Calvaruso: “Forse più che un Comune questo è un ministero – sottolinea ironicamente l’esponente del civico consesso -. Non solo si sono fatti questi acquisti ma per di più, facendo una ricerca personale, mi sono reso conto che mediamente il Comune ha speso il 20 per cento in più rispetto al valore di mercato di queste attrezzature informatiche. Uno spreco nello spreco”. Non convince al consigliere nemmeno la distribuzione di questi dispositivi: “Risultano pochi acquisti per uffici come l’Urbanistica – sostiene – dove i computer sono di vitale importanza per il funzionamento del servizio. Penso alla pianificazione o al piano regolatore generale e alle concessioni edilizie dove necessitano pc anche di una certa portata per lavorare su determinati programmi”. Soprattutto si insinuano anche dei dubbi: ma che fine ha fatto tutta l’attrezzatura invece dismessa? I vecchi pc, stampanti e portatili dove sono finiti? A questo non sa rispondere neanche Calvaruso: “Il paradosso è che non esiste un registro di carico e scarico delle attrezzature di questo tipo – conclude – quindi non si può sapere nulla sulla destinazione dei computer dismessi”.