Alcamo: omicidio Monacò, indiscrezioni sull’autopsia

ALCAMO – Pietro Monacò è stato colpito certamente con un bastone in legno, ma sicuramente anche con un altro colpo contundente. Si ipotizza un asse in ferro e delle tenaglie. Trapelano le prime indiscrezioni legate all’esame autoptico effettuato sul corpo dell’anziano alcamese di 69 anni ucciso nella sua abitazione di Alcamo marina e trovato nella mattinata di martedì scorso dalla polizia del locale commissariato. La cosa che appare certa è che la vittima abbia subito un colpo dal bastone di legno trovato spezzato all’interno dell’abitazione. Gli investigatori ipotizzano poi che altri colpi alla nuca siano arrivati da uno o altri due oggetti: tra i reperti compatibili raccolti dalla scientifica sul luogo del delitto ci sono una tenaglia ed un asse in ferro, anch’essi posti sotto sequestro insieme ad altro materiale. Da questi attrezzi gli investigatori sperano di riuscire a trovare delle tracce biologiche che possano portare all’autore dell’efferato delitto. Sulle ipotesi del movente invece ci sono meno certezze: ancora oggi, e probabilmente anche domani, si terranno degli interrogatori al commissariato di polizia di Alcamo di amici, parenti e vicini di casa di Monacò. Il ventaglio dei sospetti è molto articolato e ancora oggi, a distanza di tre giorni, non sembrano esserci dei chiari indirizzi. L’uomo ha avuto una relazione coniugale abbastanza burrascosa con la moglie e si era ricostruito una vita sentimentale con un’altra donna, anche questo rapporto finito negli ultimissimi tempi. Secondo quanto trapela Monacò oramai viveva abbastanza isolato dai suoi familiari e non aveva neanche una grande vita sociale. Al momento tutte le piste sembrano essere valide anche se pare affievolirsi quella della rapina andata male. Non essendoci effrazioni a porte e finestre i presunti ladri devono avere trovato la porta aperta. E appare altrettanto difficile che chi ha eventualmente tentato il colpo lo abbia fatto a mani nude, dovendo quindi utilizzare dei mezzi di fortuna per difendersi dal proprietario dell’abitazione. Ancora attorno alla tragica vicenda aleggia un alone di mistero molto fitto. Il delitto è avvenuto in un appartamentino nel cuore di una stradina della zona Aleccia nei prezzi del lido windsurf. Dalle prime indagini pare che l’uomo abbia fatto entrare in casa il suo assassino e quindi potrebbe essere una persona che conosceva bene. L’appartamento è stato trovato dalla polizia letteralmente a soqquadro. Il sessantanovenne era incensurato, non ha mai avuto problemi con la giustizia. Una persona normale, tranquilla. Ecco perché le indagini degli inquirenti, coordinate dal sostituto procuratore Sara Morri, pare che si stiano concentrando su possibili screzi avuti dall’uomo nella vita personale. Il commissariato, agli ordini del dirigente Antonio Squillaci, ha avviato un lavoro a tamburo battente per cercare di dare un movente all’episodio. Il medico legale ha stabilito che la morte dell’anziano è avvenuta non oltre 24 ore dal ritrovamento del corpo.

 

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