Alcamo-Omicidio Coraci, chiesta conferma dell’ergastolo

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Francesco e Vincenzo Gatto

Il procuratore generale della Corte d’assise d’appello di Palermo, ha chiesto ieri, durante la sua requisitoria, la conferma della pena dell’ergastolo per i fratelli Francesco e Vincenzo Gatto per il delitto dell’alcamese Enrico Coraci avvenuto tre anni fa nel villaggio regionale. Alla richiesta si sono associati i tre avvocati di parte civile, che rappresentano i familiari di Coraci. Durante la requisitoria l’accusa si è soffermata sull’esame delle intercettazioni dei colloqui dei fratelli Gatto, fatte in una camera di sicurezza della caserma dei carabinieri di Alcamo e in una cella del carcere di Trapani. Il procuratore generale ha definito “agghiaccianti” i contenuti delle conversazioni tra i due fratelli che si sarebbero vantati di avere fatto fuori il Coraci. Il processo dovrà chiarire anche il movente, etichettato per “futili motivi” e secondo i carabinieri per contrasti negli ambienti giovanili dello spaccio. Durante il processo sono stati ascoltati anche sei testimoni che si trovavano nella panineria Fame Chimica di piazza della Repubblica. In particolare uno durante la deposizione ha parlato di un alterco tra Coraci e uno dei Gatto ma che subito si sarebbero chiariti. Poi l’appuntamento in via Ruisi in prossimità dell’abitazione di una sorella dei Gatto e quindi l’omicidio con un colpo di fucile sparato a bruciapelo. Ora la parola passerà agli avvocati Carmelo Carrara e Michele Magaddino, che assistono i fratelli Gatto. La sentenza è prevista per il prossimo sei dicembre. La famiglia Coraci è assistita dagli avvocati Sebastiano Dara, Antonino Vallone e Bruno Vivona.