Alcamo: ok al Piano di Protezione civile del Comune

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Disco verde per il Piano di protezione civile di Alcamo. La giunta guidata dal sindaco Sebastiano Bonventre ha dato il via libera alla manovra comando così una grave lacuna dal momento che lo strumento è previsto da una ben precisa disposizione di legge del febbraio del 1992. In questo modo il Comune si mette in regola dopo avere approvato più o meno recentemente i piani di “rischio incendio interfaccia”, “rischio sismico” e “rischio idrogeologico”. Il provvedimento tra l’altro era stato sollecitato nelle scorse settimane con urgenza dalla prefettura di Trapani: “Il piano di protezione civile – precisano sindaco e giunta – è uno strumento essenziale per la pianificazione in caso di calamità”. E’ stato il geologo Antonino Cacioppo ad avere elaborato questo piano su incarico dell’amministrazione comunale stessa. Da qui si evince che Alcamo marina, Monte Bonifato con la sua fascia pedemontana, le zone più periferiche a ridosso delle strade provinciali sono le aree sensibili più a rischio. Ora l’ente ha una cartografia di inquadramento con l’individuazione dei punti critici rilevati nel territorio, una relazione illustrativa e le schede dei punti critici rilevati sul territorio con tabella sintetica di identificazione dei punti censiti. Il Piano per l’esattezza ha dato vita ad una mappatura che prevede ben 140 punti della città censiti. L’amministrazione comunale ha proceduto ad adottare il “Piano di individuazione dei rischi idrogeologici”, già trasmesso alla Provincia, al comando provinciale dei vigili del fuoco ed alla Prefettura per gli adempimenti consequenziali. Neanche a dirlo l’area a maggior rischio resta Alcamo Marina, vittima di enormi speculazioni edilizie a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 e proseguite nei decenni successivi. Un’area che alla vista appare come un gigantesco “bosco di case” addossato alla lunga spiaggia limitrofa e alle fragili colline retrostanti di calcari e arenarie recenti. Si tratta proprio per questo di una zona ad altissimo rischio di dissesto idrogeologico tanto che la stessa protezione civile regionale più volte ha lanciato l’allerta al Comune in caso di maltempo per il concreto rischio di frane nei pressi soprattutto di fiumi e torrenti a rischio di esondazione, in particolare nella zona costiera di Alcamo Marina. Nella zona marinara alcamese vi sono evidenti danni strutturali che insorgono agli edifici esistenti, soprattutto in quelli costruiti nei pendii a forte rischio di dissesto idrogeologico, che denotano già segni di cedimenti strutturali diffusi costringendo i proprietari a costosi e frequenti interventi volti a mettere in sicurezza le costruzioni. Da non dimenticare il tragico evento che investì Alcamo Marina quando nel 2009 un infermiere di 60 anni morì a causa dello straripamento del fiume San Bartolomeo, a pochi passi dalla sua abitazione. Qui esiste un agglomerato di abitazioni costruito abusivamente. E si sa che, con una forte inurbazione, il pericolo concreto è quello di deviare i corsi dei fiumi creando per l’appunto pericolosissime situazioni di dissesto. Da non dimenticare neanche la questione della pedemontana, l’area alle falde di Monte Bonifato, dove si è verificata la morte di una persona per alcuni lavori in corso per la costruzione di un’abitazione civile su cui sono in atto degli accertamenti della Procura di Trapani. Un buon 50 per cento del territorio è da considerare a rischio, come la maggior parte del territorio siciliano d’altronde.

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