Alcamo non differenzia, aumentati i fondi per l’RSU. Somme tolte al conferimento dell’organico

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La mancata differenziazione dei rifiuti, che ad Alcamo va avanti da mesi a seguito dell’apposita ordinanza del sindaco Domenico Surdi che disposto la raccolta unica di RSU e organico, da un lato ha fatto crollare a picco la percentuale di raccolta differenziata e dall’altro, paradossalmente, sta facendo risparmiare qualcosa. Uno dei primi provvedimenti firmati dal nuovo dirigente all’ambiente, Dorotea Martino, la determina 153, ha infatti disposto il recupero di 100.000 euro precedentemente assegnati alla Giglione Servizi Ecologici.

La ditta, nel marzo scorso, aveva ottenuto dal comune di Alcamo 183.150 euro per il conferimento, da aprile a giugno, dei rifiuti bodegradabili di cucine e mense, il cosiddetto organico. Ma lo la Giglione Servizi Ecologici, a causa dello stop alla differenziazione, ha utilizzato soltanto 83.000 euro per una ventina di giorni e quindi, il poco confortante risparmio, 100.000 euro, è stato recuperato dal comune di Alcamo e reinvestito nel conferimento dell’RSU, i rifiuti solidi urbani non pericolosi indifferenziati. Alla Eco Ambiente Italia sono stati assegnati quindi altri 206.234 euro per portare avanti la campagna di biostabilizzazione attraverso l’utilizzo dell’impianto mobile della ditta Vincenzo D’Angelo in contrada Citrolo. In questa maniera è stata data copertura finanziaria al servizio di conferimento dell’RSU fino al 15 settembre scorso per una spesa dichiarata completamente esigibile dalla ditta entro il 2019.

Ma cosa accadrà adesso con i costi del servizio di raccolta dei rifiuti e pulizia del territorio fino al termine dell’anno? Un passaggio del recente provvedimento dice testualmente che il dirigente dell’ambiente si riserva di eseguire ulteriore impegno di spesa integrativa nel caso in cui le somme impegnate in via presuntiva non siano sufficienti o nel caso di nuove ordinanze del presidente della Regione di autorizzazione al conferimento dell’RSU presso lo stesso o altro impianto. Insomma sarà veramente un’impresa, se non un miracolo, che il prossimo anno la TARI possa diventare una sorta di “martellata quasi letale” alle tasche dei contribuenti alcamesi. Poi ci sarà anche da fare i conti con il mancato rispetto della quota minima nella percentuale di differenziazione prevista, dall’Unione Europea al 65%. Alcamo è distante anni luce, forse anche sotto alla metà, e anche qui potrebbero essere dolori.