Alcamo-Niente fondi del Comune, 24 bambini in mezzo alla strada

Definire drammatica la loro situazione familiare è poco. Ciò si evince anche dalle relazioni delle assistenti sociali. Ma nonostante la precarietà in cui vivono in famiglie ritenute altamente a rischio, in una condizione definita “disperata”, dagli stessi operatori dell’Ipab “San Pietro” di Alcamo 24 dei 34 tra bambini e ragazzi in regime semiresidenziale da quasi tre mesi non godono più di assistenza per la mancanza dei fondi erogati dal Comune. Niente vacanze al mare. Niente assistenza didattica. Niente socializzazione con altri ragazzi, ma costretti a vivere e trascorrere il tempo in mezzo alla strada o a guardare la televisione, che spegne il cervello. Dei 34 ragazzi in regime semiresidenziale solo 10 hanno potuto proseguire nell’assistenza fornita da una delle Ipab più funzionali della Sicilia ovvero l’Ipab San Pietro – Pia Opera Pastore. E’ questa una delle tante conseguenze dalla mancata approvazione del bilancio del Comune, che si riflette su tutti i settori della vita cittadina. L’Ipab, alcuni anni fa attraversò un periodo di gravi difficoltà economiche e venne salvata, grazie all’intervento dell’amministrazione comunale allora presieduta da Giacomo Scala, che acquistò alcuni locali che furono destinati a scuola. Si ottenne un duplice effetto: il Comune in alcuni anni recupererà la somma perché non paga affitti. L’Ipab ha potuto continuare e rilanciare la sua attività. Allo stato attuale sono ospiti 10 tra ragazzi e ragazze inviati dal tribunale e in regime di comunità alloggio, mentre nel progetto del direttore Tanino Adamo c’è la prossima apertura di una casa di accoglienza per madri sole e indigenti con figli sino a 12 anni. La mancata approvazione del bilancio sta provocando danni immensi alla città mentre non si sprecano anche commenti parolai e demagogici di salvatori delle tasche degli alcamesi, di chi chiede chiarezza, Ma ricordiamo che quando si parla di conti e quindi di numeri, questi vanno confutati, carte alla mano, con altri numeri dimostrando così la bontà delle loro tesi. E mentre si susseguono sedute del Consiglio, riunioni dei capigruppo come quella di ieri sera, la città di Alcamo sprofonda sempre più nel baratro a causa di una classe politica che dovrebbe avere il buon senso di mettersi da parte.