Alcamo Negoziante assolta dall’accusa di falso

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Aveva subito il furto di un assegno bancario di 18 mila euro ed aveva denunciato chi glielo aveva sottratto. Un commerciate di Agrigento con il quale una negoziante alcamese B.F. era in rapporti d’affari. La vicenda risale al 2012 e si è conclusa ieri davanti ai giudici del tribunale di Trapani.  L’autore del furto è stato condannato a sei mesi e al risarcimento dei danni. Ma anche la negoziante alcamese oggi in pensione finì a sua volta sotto processo. Infatti prima dell’inizio delle udienze per la causa sul furto chiese ai giudici di essere ammessa al gratuito patrocinio essendo in ristrettezze e quindi di non potere pagare il proprio avvocato. I giudici  passarono la  richiesta all’Agenzia delle entrate per accertare se la commerciante non fosse veramente in grado di pagare la parcella all’avvocato che la doveva assistere nel processo per il furto, dove si costituì parte civile. L’Agenzia delle entrate accertò che il suo reddito le consentiva di far fronte alle spese per essere assistita da un avvocato. In pratica per soli 150 euro, come si evinceva dalla dichiarazione dei redditi superava il reddito  pertanto doveva pagarsi il difensore. Per questa sua dichiarazione B.F. venne rinviata a giudizio con l’accusa di falso e ieri si è concluso il processo. La donna, assistita dall’avvocato Damiano Ciacio, è stata assolta con formula piena.